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Gli Scavi di Ercolano
L'identificazione ufficiale di Ercolano risale al 1709 e spetta ad Emanuele d'Elboeuf di Lorena. Questo principe, venuto a Napoli a seguito dell'esercito austriaco che aveva sconfitto gli spagnoli, fissò la sua residenza a Portici e fu proprio andando in cerca di marmo per la costruzione del suo palazzo che seppe che a Resina da pozzi scavati nel terreno venivano fuori marmo, statue ed altro. Così nel fare degli scavi ebbe la fortuna di imbattersi nel Teatro e ne ricavò molti marmi, colonne e statue. Gli scavi fatti dal Principe per circa cinque anni furono eseguiti con molta irregolarità e siccome le statue apparivano in quantità di gran lunga superiore al bisogno, il principe cominciò a metterle in commercio. Molti reperti furono dallo stesso donati e portati all'estero; alle prime scoperte seguirono le prime razzie ai danni di Ercolano. Con l'avvento di Carlo di Borbone ebbe termine la razzia e iniziarono scavi regolari. Lo scavo si praticò empiricamente per cunicoli e pozzi fino a creare una rete che misurava in lunghezza, da nord a sud, circa 600 metri e in larghezza da nord-est a sud-ovest, 450 metri. Fu così riconosciuto fin dove giungeva l'antico lido del mare, si completò l'esplorazione del Teatro, si raggiunse uno degli edifici pubblici, si rintracciarono più templi e infine si esplorò la favolosa Villa dei Papiri. La notizia della straordinaria scoperta di Ercolano corse attraverso tutta l'Europa; a dare pubblicità alla scoperta fu soprattutto il celebre archeologo tedesco Winckelmann, le sue notizie e le sue considerazioni estetiche influenzarono il mondo delle lettere, orientando lo stile e il costume dell'epoca verso quelle forme che da lui e dalla scoperta di Ercolano si dissero neo-classiche. Incominciarono così a calare all'ombra del Vesuvio i primi viaggiatori, avanguardia di quell'esercito che sempre più numeroso avrebbe invaso Ercolano nei secoli successivi. Attiravano i visitatori particolarmente il Teatro e la grandiosa Villa dei Papiri, il primo considerato il più insigne e meglio conservato monumento di Ercolano e la seconda ritenuta un'autentica miniera di opere d'arte. La Villa dei Papiri, dalla quale fu recuperato un favoloso tesoro di sculture e la biblioteca di papiri, è una villa sontuosa (si estende per più di 250 metri, parallelamente alla linea del litorale), ampia come una dimora imperiale; per il non comune gusto artistico e letterario del proprietario, era di per se un vero e proprio museo d'arte e una biblioteca di scritti scelti da un filosofo di gran moda: l'epicureo Filodemo. Fu il più grande avvenimento di cultura umanistica di quel secolo; tutto il mondo ne fu commosso e da quelle scoperte presero nuovo vigore gli studi dell'antico e tutto il vasto movimento culturale e scientifico intorno all'arte e alla civiltà del mondo antico. Gli scavi portarono alla luce una città cristallizzata nel tempo o, meglio, fissata per sempre come in una istantanea fotografica, nell'attimo in cui ferveva la vita. E questo appassionante, singolare romanzo dell'archeologia non è ancora completato: attendono di essere dissepolti non pochi edifici di eccezionale interesse.
fonte comune.ercolano.na
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Scavi di Pompei - Tour Pompei, Vesuvio ed Ercolano in un giorno.

- BUS GRAN TURISMO
- ACCOMPAGNATORE DEL TOUR
- GUIDA TURISTICA SPECIALIZZATA PER ENTRAMBI GLI SCAVI
- GIRO GUIDATO, IN BUS, DEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO
- PRANZO COMPLETO SUL VESUVIO IN RISTORANTE PANORAMICO
- GADGET
Partenze da:
Napoli, Costiera Amalfitana, Costiera Sorrentina, Capri, Ischia
Toscana , Roma, Ostia, Anzio, Nettuno, Latina, Litorale Pontino
Orari:
da Napoli 08:45 rientro 18:00
da Sorrento 08:45 rientro 18:00
da Roma 07:00 rientro 20:30
da Ischia 07:00 rientro 20:30
da Capri 07:00 rientro 20:30
Prenotazioni :
I POMPEIANI
TOUR OPERATOR
TEL. +39 081 284270
TEL. +39 081 260079
FAX + 39 081 3617849
SKYPE: ipompeiani
e-mail : info@pompei-vesuvio.it
Il Tour:Il Vesuvio, vulcano oggi ancora attivo, protagonista dello splendido Golfo di Napoli, è conosciuto, dal mondo intero, per aver distrutto, nel 79 d. C., le famose città di Pompei ed Ercolano. Esprimere con poche parole le sensazioni e lo stupore che il turista prova dinanzi alla bellezza misteriosa ed affascinante di una civiltà così antica ed organizzata, sommersa e conservata dalla lava vulcanica per tanti secoli, è estremamente difficile.L’operosa Pompei, città rinvenuta quasi per caso, e la residenziale Ercolano sono diventate testimonianza dell’ingegno dei Romani, precursori di usanze e originali tecniche costruttive incredibilmente attuali.
La nostra Organizzazione offre un tour esclusivo che parte tutti i giorni sia da Napoli, da Sorrento, da Roma, da Ischia e da Capri, in Autobus Gran Turismo, confortevoli, dotati di aria condizionata e servizi.Il viaggio verso gli antichi e suggestivi Scavi di Pompei (dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità) sarà arricchito da una descrizione dettagliata dei luoghi che attraverseremo e dalla proiezione di un interessante video riguardante la zona archeologica.Ognuno dei partecipanti riceverà una borsa contenente oggetti utili per il tour.
Giunti a Pompei, si procederà alla visita guidata all’interno degli Scavi. Le Guide, scelte per la conoscenza di quei magnifici siti archeologici, sono tutte poliglotte e vengono costantemente selezionate ed esaminate dal nostro staff per consentire a tutti i nostri partecipanti di comprendere ed apprezzare appieno l'intensità e la suggestione che quegli splendidi luoghi trasmettono.Alle ore 12,45 il nostro Autobus inizierà la salita verso il Vesuvio, arricchita anch’essa da una dettagliata descrizione dei luoghi; dal ristorante, sito alle pendici del Vesuvio, sarà possibile ammirare lo splendido panorama dell’intero Golfo di Napoli, da Sorrento al litorale Flegreo, ove si stagliano, in tutta la loro bellezza, le magiche isole di Ischia, Capri e Procida. Ad attendere i partecipanti al nostro Tour ci sarà personale attento e qualificato ed uno chef che li delizierà con la cucina tradizionale campana, il tutto allietato da un divertente intrattenimento.Concluso il pranzo, il tour proseguirà per visitare gli Scavi di Ercolano, altrettanto suggestivi ed affascinanti, dove le nostre Guide descriveranno la zona archeologica mediante un interessante itinerario, privilegiando quegli aspetti e quelle caratteristiche che distinguono Ercolano da Pompei.Negli eventuali giorni in cui il caldo, negli orari pomeridiani, dovesse essere eccessivo per poter visitare gli scavi di Ercolano, l’organizzazione si riserva l’alternativa della visita al moderno MAV (Museo Archeologico Virtuale) o di altra meta di grande interesse.
La partenza da Ercolano per il rientro è prevista per le ore 17.45.
Consigliamo di indossare abbigliamento e calzature comodi.
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Descrizione del tour

- BUS GRAN TURISMO
- ACCOMPAGNATORE DEL TOUR
- GUIDA TURISTICA SPECIALIZZATA PER ENTRAMBI GLI SCAVI
- GIRO GUIDATO, IN BUS, DEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO
- PRANZO SUL VESUVIO IN RISTORANTE PANORAMICO
- GADGET
Partenze da:
Napoli, Costiera Amalfitana, Costiera Sorrentina, Capri, Ischia
Toscana , Roma, Ostia, Anzio, Nettuno, Latina, Litorale Pontino
Orari:
da Napoli 08:45 rientro 18:00
da Sorrento 08:45 rientro 18:00
da Roma 07:00 rientro 20:30
da Ischia 07:00 rientro 20:30
da Capri 07:00 rientro 20:30
Prenotazioni :
contatta la nostra agenzia
I POMPEIANI
TOUR OPERATOR
TEL. +39 081 284270
TEL. +39 081 260079
FAX + 39 081 3617849
SKYPE: ipompeiani
e-mail : info@pompei-vesuvio.it
Il Tour:Il Vesuvio, vulcano oggi ancora attivo, protagonista dello splendido Golfo di Napoli, è conosciuto, dal mondo intero, per aver distrutto, nel 79 d. C., le famose città di Pompei ed Ercolano. Esprimere con poche parole le sensazioni e lo stupore che il turista prova dinanzi alla bellezza misteriosa ed affascinante di una civiltà così antica ed organizzata, sommersa e conservata dalla lava vulcanica per tanti secoli, è estremamente difficile.L’operosa Pompei, città rinvenuta quasi per caso, e la residenziale Ercolano sono diventate testimonianza dell’ingegno dei Romani, precursori di usanze e originali tecniche costruttive incredibilmente attuali.Ognuno dei partecipanti riceverà una borsa contenente oggetti utili per il tour.
La nostra Organizzazione offre un tour esclusivo che parte tutti i giorni sia da Napoli, da Sorrento, da Roma, da Ischia e da Capri, in Autobus Gran Turismo, confortevoli, dotati di aria condizionata e servizi.
Il viaggio verso gli antichi e suggestivi Scavi di Pompei (dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità) sarà arricchito da una descrizione dettagliata dei luoghi che attraverseremo e dalla proiezione di un interessante video riguardante la zona archeologica.
Giunti a Pompei, si procederà alla visita guidata all’interno degli Scavi. Le Guide, scelte per la conoscenza di quei magnifici siti archeologici, sono tutte poliglotte e vengono costantemente selezionate ed esaminate dal nostro staff per consentire a tutti i nostri partecipanti di comprendere ed apprezzare appieno l'intensità e la suggestione che quegli splendidi luoghi trasmettono.
Alle ore 12,45 il nostro Autobus inizierà la salita verso il Vesuvio, arricchita anch’essa da una dettagliata descrizione dei luoghi; dal ristorante, sito alle pendici del Vesuvio, sarà possibile ammirare lo splendido panorama dell’intero Golfo di Napoli, da Sorrento al litorale Flegreo, ove si stagliano, in tutta la loro bellezza, le magiche isole di Ischia, Capri e Procida. Ad attendere i partecipanti al nostro Tour ci sarà personale attento e qualificato ed uno chef che li delizierà con la cucina tradizionale campana, il tutto allietato da un divertente intrattenimento.
Concluso il pranzo, il tour proseguirà per visitare gli Scavi di Ercolano, altrettanto suggestivi ed affascinanti, dove le nostre Guide descriveranno la zona archeologica mediante un interessante itinerario, privilegiando quegli aspetti e quelle caratteristiche che distinguono Ercolano da Pompei.
Negli eventuali giorni in cui il caldo, negli orari pomeridiani, dovesse essere eccessivo per poter visitare gli scavi di Ercolano, l’organizzazione si riserva l’alternativa della visita al moderno MAV (Museo Archeologico Virtuale) o di altra meta di grande interesse.
La partenza da Ercolano per il rientro è prevista per le ore 17.45.
Consigliamo di indossare abbigliamento e calzature comodi.
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Informativa ai sensi del d.lgs 196/2003 (privacy) >>>

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Al via la Settimana del Pomodorino del Vesuvio, 20 luglio 2009, Ercolano
Il binomio tra arte e gastronomia all'ombra del Vesuvio continua a funzionare.
Per il 20 luglio è previsto l'inizio, presso gli Scavi archeologici di Ercolano, della seconda edizione della "Settimana del Pomodorino del Vesuvio", che si snoderà lungo un percorso ormai collaudato e con qualche novità: degustazioni, attività di promozione e visite guidate. Ultimo giorno di iniziative in programma è il 26 luglio.
I sette giorni saranno dedicati in particolare a una delle produzioni più rappresentative dell'area vesuviana: il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio. Per ulteriori informazioni, c'è un numero telefonico a disposizione: 081 3621048. Oppure si può andare sul sito www.settimanadelpomodorinovesuviano.it.
fonte comune.ercolano.na
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Ercolano
La mitologia racconta che la città di Ercolano fu fondata da Ercole; la storia narra che fu conquistata dagli Opici-Osci, poi dagli Etruschi e infine dal popolo dei Sanniti. Partecipò alla guerra sociale degli Italici contro Roma, ma fu espugnata nell’89 a.C., quando perse autonomia politica e divenne municipio retto da duoviri. Patrizi romani, incantati dalla sua bellezza e fertilità, edificarono in questi luoghi sontuose ville, la più affascinante tra tutte è quella dei Papiri.
Durante l’impero di Augusto avvenne una profonda restaurazione e molti edifici pubblici, fra cui le mura e l’acquedotto, le terme centrali, il teatro, la basilica, la palestra, ripresero lo splendore iniziale. Nel 79 d.C. erano ancora in corso i restauri per il terremoto del 62 d.C. quando si verificò la catastrofica eruzione del Vesuvio.
Ercolano fu dapprima travolta da nubi ardenti di gas ad altissima temperatura che provocarono la morte, per shock termico, degli Ercolanesi e poi da una incessante pioggia di cenere che seppellì le abitazioni sotto uno strato di circa 30 metri di detriti. Nel 1709, casualmente, durante gli scavi di un pozzo, si ebbe il primo ritrovamento archeologico che diede inizio alle prime ricerche.
Nel 1738, Carlo di Borbone, amante dell’arte e della natura, iniziò scavi regolari con una tecnica detta “dei cunicoli”, sotto la direzione di Rocco Gioacchino d’Alcubierre, poi di Carlo Weber e, in seguito, di Francesco La Vega. Nel 1752 venne rinvenuta la suntuosa Villa dei Papiri, così detta per la cospicua biblioteca di testi greci, oggi depositati presso l’omonima Officina della Biblioteca Nazionale di Napoli. La villa apparteneva forse a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Cesare. Nel 1755 fu fondata la Real Accademia ercolanese per la pubblicazione, continuata fino al 1792, degli otto volumi che illustravano pitture murali, bronzi e papiri. Sospesi nel 1790 per dare precedenza a quelli di Pompei e Stabia, i lavori di ricerca e restauro ripresero ad opera di Francesco I nel 1828, con una differente tecnica detta “dello sterro”. Un’altra fase si ebbe inoltre tra 1869 e il 1875 grazie al contributo personale di Vittorio Emanuele II. Dal 1927, si avviò la definitiva campagna di recupero che ha prodotto il disseppellimento di buona parte della città verso sud, fino al rinvenimento dell’antica spiaggia e del tempio di Venere con l’apertura di gran parte della Villa dei Papiri. I più autorevoli rinvenimenti furono le fornici del porto, luoghi destinati al rimessaggio delle imbarcazioni, dove furono rinvenuti più di 250 scheletri di ercolanesi che, rifugiati in attesa di poter prendere il largo, furono invece sorpresi dalla nube ardente.
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La Barca di Ercolano, dal 16 Luglio 2009
La conclusione della prima fase del restauro della barca romana rinvenuta a Ercolano sull'antica spiaggia (realizzato con i fondi del P.O.R. Campania 2000-2006) permette di aprire al pubblico uno dei reperti simbolo dell'antica città e di esporre, per la prima volta, una serie di oggetti collegati al mare e alle attività marinare.
Padiglione della Barca, Ercolano
dal 16 luglio 2009
fonte pompeiisites
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Il Vesuvio e la sua storia
Il Vesuvio fa parte di una vasta area vulcanica che comprende pressoché l'intera Campania. Sono morfologicamente affini al Vesuvio i vulcani spenti di Piano di Quarto, il territorio dell'antica Cuma, la collina di Posillipo, i Campi Flegrei, Procida, Ischia ed altri isolotti, i piccoli laghi di Lucrino e di Averno, nonché il cosiddetto Mare Morto a Miseno. Il Vesuvio è l'unico vulcano attivo dell'Europa, isole escluse. E' dal 1944 che tace e la prima eruzione storicamente accertata risale al 24 agosto del 79 d.C.. Sembra ormai certo che il Vesuvio fosse monocipite e che l'attuale forma bicipite (Somma-Vesuvio) sia dovuta al lento processo di trasformazione causata dall'eruzione del 79. Dunque, con l'eruzione del 79 d.C. nasce il Vesuvio. Secondo gli storici del Vesuvio, l'eruzione cominciò nell'autunno del 79. L'interno del vecchio cratere si aprì spingendo fuori una grande quantità di lapilli, sabbia e fumo che, arrivati a notevole altezza, si espandevano come una densa nube, di colore scuro, scagliando folgori e sassi nello spazio intorno. Il fenomeno fu osservato da Plinio il Vecchio, storico e naturalista, comandante di una flotta a Miseno. Egli, per poter osservare da vicino il fenomeno e soccorrere le popolazioni, si diresse con alcune quadriremi verso Ercolano e Resina, ma non vi poté sbarcare a causa dei numerosi sassi che cadevano. Allora si diresse verso Stabia (oggi Castellammare di Stabia) dal suo amico Pomponiano, ma qui morì, colpito da ceneri e lapilli infuocati. Il nipote, Plinio il Giovane, rimasto a Miseno con la madre, narrò i tragici avvenimenti, appresi da coloro che erano ritornati con la flotta, in due famose lettere inviate a Tacito. Sembra che in quell' eruzione non sia venuta fuori alcuna lava dal vulcano. La città di Pompei, infatti, fu seppellita dai lapilli; mentre Ercolano dalle ceneri. L'attuale Vesuvio (m.1.277) è un vulcano con una cinta craterica, nella quale si è formato il GRAN CONO o VESUVIO propriamente detto, con diametro di 700 m..
Dopo quella del 79 d. C. le eruzioni più disastrose furono:
512: I danni furono tali che Teodorico esentò le popolazioni della zona dal pagare le tasse;
1631: Sembra che l'eruzione del 16 dicembre del 1631 sia stata la più grande conflagrazione del Vesuvio, dopo quella del 79. Torre del Greco, Resina e Portici furono invase dalla lava, l'attività esplosiva, la più notevole dei tempi moderni, produsse un forte maremoto;
1794: L'eruzione del 1794, cominciata il 15 giugno, fu caratterizzata da eruzioni strepitose e da lave così abbondanti che seppellirono parte della città di Torre del Greco. Tutti i fenomeni più terribili che si accompagnano alle eruzioni furono presenti in quel memorabile evento: detonazioni, terremoti, proiettili, fumo, lave, ceneri, folgori. La lava si inoltrò nel mare per oltre 100 metri;
1906: Furono distrutte in parte Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e fu invasa Boscotrecase;
1911: Le acque fangose in alcune zone di Resina raggiunsero l'altezza di 7-8 metri;
1944: Furono distrutte quasi completamente S. Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma.Quella del 1944 fu l'ultima eruzione del Vesuvio (tuttora attivo).fonte comune.ercolano.na
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L'origine di Ercolano
La leggenda narra che Ercole, il mitico eroe greco, giunto in Italia dall'Iberia dove aveva compiuto una delle sue fatidiche imprese, fondò fra Napoli e Pompei una piccola città che prese il suo nome, Herculaneum.
Fu collocata in un punto che consente di ammirare un panorama unico al mondo, al centro di quel grandioso arco naturale, che da Capo Miseno corre fino a Punta Campanella, un miracolo della natura, un caleidoscopio di immagini che non è facile descrivere.
Fu Abitata dagli Osci, dagli Etruschi, dai Sanniti e dai Romani.
Divenne, al tempo di Giulio Cesare, un Municipium, comune non fondato da Roma ma incorporato nello stato. Iniziò un periodo di benessere per la città.
Attirati dalla bellezza del sito e dalla salubrità del clima, fu una della residenze preferite del patriziato romano che non risparmiò mezzi ed energie affinché il soggiorno fosse il più confortevole possibile.
fonte comune.ercolano.na
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Engl - A pathway of light from 9 may to 19 october 2009, Ercolano
A pathway of emotions, sounds, magic and mystery among the faschinating surroundings of the ancient city of Ercolano. Graffito, people, fleeting shadows on the walls and then the encounter in a potential reality, citizens unaware of their future, caught up in the limbo of the pre-eruption, lead the visitor in their everyday life.
fonte: in-campania
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Orari e prezzi dei biglietti per gli scavi di Pompei, Ercolano , Stabia , Oplonti , Boscoreale
Accessi da Porta Marina - Piazza Anfiteatro
Accesso scuole
Per le scuole in visita è obbligatoria la prenotazione.
L'ingresso è consentito esclusivamente da Piazza Anfiteatro.
Orari
dal 1° novembre al 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)
dal 1° aprile al 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)
Giorni di chiusura:
1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre
Biglietti
Singolo (validità 1 giorno)
Intero € 10,00
Ridotto € 5,00
Con accesso a 5 siti
(Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale)
validità 3 giorni
Intero: € 18,00
Ridotto: € 9,00 (*)
Gratuito: per i cittadini dell'Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni(*) Ridotto: per i cittadini dell'Unione Europea di età compresa tra 18 e 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell'Unione Europea, con incarico a tempo indeterminato.
I biglietti gratuiti e ridotti possono essere rilasciati solo previa presentazione di un valido documento di identità.
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L' Ultima Scoperta Di Ercolano
Un nuovo rilievo marmoreo con scene dionisiache è venuto alla luce a Ercolano il 18 febbraio 2009 durante i lavori di manutenzioneordinaria in un lussuoso edificio residenziale solo in parte scavato nella cd. Insula nord-occidentale.
Il rilievo era inserito a 2 metri di altezza dal pavimento nel rivestimento in intonaco dipinto della parete est di una grande sala decorata in IV Stile. Nel 1997 un analogo rilievo, sempre di ambientazione dionisiaca, era stato messo in luce e distaccato dalla parete sud di questa stessa stanza, ove era inserito nel medesimo modo e alla stessa altezza dal pavimento.
Sulla destra del rilievo, in marmo greco, sono una Menade danzante e una divinità maschile barbata, probabilmente Dioniso. Sulla sinistra, davanti a una statua arcaistica di Dioniso con il kantharos, sono invece due figure in abiti femminili, l'una giovanile e l'altra adulta, quest'ultima con una mano sulla spalla della prima in segno di protezione. Problematico appare l'oggetto nelle mani del personaggio giovanile: un arnese o una fiaccola, forse in rapporto con un particolare rituale.
Non è chiaro se vi sia un nesso narrativo fra le due distinte scene in cui è articolato il rilievo, realizzato da una bottega neoattica intorno alla prima metà del I sec. d.C, o se si tratti piuttosto di un pastiche in cui appaiono mescolati o rielaborati motivi e scene di argomento dionisiaco, che certo rispondevano a una precisa scelta del committente, il quale aveva prediletto questo tema anche per la parete sud della stanza. L'uso di inserire rilievi di marmo (typoi) nella decorazione parietale diventa particolarmente di moda nel mondo romano a partire dal I sec. a.C., quando una committenza ricca e colta si rivolge al mercato antiquario per procurarsi originali o copie delle opere d'arte greca da utilizzare come ornamenti di prestigio nelle proprie dimore. Esemplare a questo proposito è un passo di una lettera del 67 a.C. (ad Attico, I, 10, 3) in cui Cicerone si rivolge all'amico per commissionargli l'acquisto di due puteali scolpiti e di rilievi di marmo da inserire appunto nel rivestimento pittorico dell'atrio della sua villa tuscolana.
Il recente rinvenimento ha permesso di documentare compiutamente per la prima volta la tecnica impiegata per procedere all'incasso del typos nel muro: il paramento in opera reticolata era stato scavato per una profondità di 5 cm e in questa sorta di nicchia il rilievo era stato alloggiato senza far uso di malta, ma con il sostegno di due grappe di ferro su ciascuno dei lati lunghi (m 1,08) e di una sola grappa sui lati corti (m 0,54), questi ultimi privati della cornice; con l'intonaco dipinto erano poi stati perfettamente rivestiti bordi.
fonte pompeiisites
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Chi siamo
La nostra Azienda, nata nel 1999, opera prevalentemente in Campania e nel Lazio ed è, da sempre, dedita all’organizzazione di eventi, fiere, meeting, convegni, congressi, cerimonie.
La cura dei particolari e l’attenzione alle esigenze dei nostri clienti è la nostra costante priorità.
Con questa iniziativa, ci proponiamo di valorizzare le immense bellezze naturali e artistiche della Campania al fine di offrire a tutti la possibilità di visitarle.
Il nostro percorso tra la natura e l’arte, non poteva non partire da Pompei, che, con la vicina Ercolano, costituisce la meta culturale più visitata del Vecchio Continente dopo il Colosseo. Ed è per questo che il nostro logo è dedicato a quella splendida Città.
Ed abbiamo anche compreso, però, che Pompei andava apprezzata insieme agli altri protagonisti di quella terribile tragedia che si è consumata circa 2000 anni fa: il Vesuvio ed Ercolano.
Ma la Campania, e Napoli in particolare, pullulano di tante altre bellezze naturali (Capri, Procida, Ischia, Sorrento, Amalfi, Positano, Pozzuoli) e artistiche (Cuma, Reggia di Caserta, Certosa di S.Elmo); ecco perché stiamo lavorando per proporre innumerevoli visite alternative, certi che i nostri clienti, che avranno avuto modo di constatare l’elevato livello di attenzione alle loro esigenze che il nostro personale è in grado di profondere, non esiteranno a chiederci di accompagnarli verso altre splendide mete arricchendo, così, la loro vacanza.
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Engl - Festival of the Vesuvian villas from 4 july to 5 july in Ercolano
Theatre, music, ballet and animation in the splendid 2500 seats house set in Villa Favorita's Parco sul Mare in Ercolano. Spectacular appointments will be staged in the open air theatres described by the Vesuvian villas in Barra, San Giorgio a Cremano, Portici, Torre del Greco and Torre Annunziata. The event is part of the proposals of the "journey through creativity", created by the Campania region.
fonte: in-campania
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Festival delle Ville Vesuviane, XXII edizione, Ercolano, dal 1 Luglio al 28 luglio 2009
La XXII edizione del Festival delle Ville Vesuviane si propone quest'anno, di promuovere quattro grandi eventi con spettacoli di teatro, di musica e di danza e di animazione ambientati nel Parco sul Mare della Villa Favorita di Ercolano, nel quale è prevista la realizzazione di una cavea per oltre 2500 posti. A questi grandi appuntamenti si aggiungono quelli che tradizionalmente vengono programmati durante tutti i week-end del mese di luglio nelle altre ville monumentali vesuviane dei Comuni del Miglio d'Oro, nel solco di una tradizione di teatro e di spettacolo ormai ventennale. La valorizzazione del patrimonio culturale, dunque, come chiave per aprire le porte del territorio ad un numero maggiore di visitatori italiani e stranieri.
Tel. 081 7322134 Fax 0817391360
Email: ufficioeventi@villevesuviane.net info@villevesuviane.net
fonte villevesuviane.net
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Cultura, al MAV il Presente incontra il Passato, dal 25 luglio al 20 agosto 2009, Ercolano
Per quasi un mese, dal 25 luglio al 20 agosto, sarà possibile visitare presso il Museo Archeologico Virtuale "HERCULANEUM ART. Il Presente incontra il Passato", mostra d'arte contemporanea che vede la partecipazione di 14 artisti. La manifestazione, patrocinata dall'amministrazione cittadina, è stata promossa dal professor Giovanni Cardone il quale spiega che "tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta avviene un processo inesorabile di perdita delle idee-forza che avevano tenuto insieme, quali pilastri portanti, molti luoghi comuni della cultura e dell'arte. Alle centralità ideologiche- culturali ed artistiche degli anni Sessanta subentra il frammmentismo e la dispersione degli anni Settanta". La crisi che ne deriva poggia su fattori esterni all'arte, quali i mutamenti socio-politici ed economici, ma anche interni al movimento artistico, causati "da un allentamento della riflessione analitica dell'opera d'arte su se stessa. Su questi presupposti, conclude Cardone, si basa Herculaneum Art, una mostra d'arte contemporanea che racconta il presente senza rinnegare le radici del passato."La mostra è visitabile dal Martedì al Giovedì con orario 10.00 – 19.00 e il Venerdì e Sabato dalle 10.00 alle 21.00.Le opere esposte sono di: Egle Adami- Pittrice, Loredana Arena- Pittrice, Maria Rosaria Antonucci- Pittrice, Alessandro Bottiglieri- Fumettista - Pittore, Angela Colantonio- Pittrice, Antonio Caso- Pittore, Gerardo Coto- Pittore, Rosario Garofalo - Pittore, Vincenzo Mazza- Fumettista- Pittore, Lidia Russo- Scultrice, Salvatore Seme- Pittore, Francesca Sorrentino- Pittrice, Mimmo Torrese- Fotografo, Raffaella Vitiello- Pittrice
fonte comune.ercolano.na
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Pompei

La mattina del 24 agosto dell’anno 79 d. C. un’impressionante eruzione, preceduta da un catastrofico terremoto, interessò il Vesuvio, fino ad allora considerato un vulcano spento. Sotto la spinta dei gas si frantumò il tappo che ostruiva la bocca e i lapilli iniziarono a cadere sulla zona a sud-est del vulcano per un raggio di 70 km, spinti dal vento. Su Pompei e tutta l’area adiacente si depositò uno spesso strato di pietre laviche e di cenere. Tra i terremoti e la pioggia incandescente la popolazione di Pompei soffocò. Molti furono sepolti dalle macerie durante i crolli, per il peso del materiale depositato sui tetti. Fu una vera tragedia. L’imperatore Tito, allora a capo dell’Impero Romano, inviò prontamente i soccorsi, ma Pompei fu completamente e velocemente sepolta. Il racconto estemporaneo del tragico evento, nelle sue varie fasi, c’è stato tramandato da un testimone d’eccezione, Plinio il Giovane che, in due lettere indirizzate a Tacito, descrive la morte dello zio, Plinio il Vecchio, comandante della flotta Romana di stanza nel porto di Bacoli che corse in aiuto della popolazione con numerose imbarcazioni.
Pompei sorgeva su di un contrafforte di 40 mt. originatosi durante un’eruzione avvenuta in epoca preistorica. Si presentava pianeggiante solo nel punto in cui c’era il Foro ed aveva una forte pendenza a Sud verso il mare. L’estensione delle mura, costruite in travertino giallo, era di circa 3200 metri. L’accesso alla città era garantito da otto porte: Porta Vesuvio e Porta di Capua a nord, Porta Marina a Ovest, Porta di Ercolano a nord - ovest, Porta di Nola e Porta di Sarno a est, Porta di Nocera e Porta di Stabia a sud. Il nucleo interno era poi suddiviso in nove regiones o quartieri. Le strade, fiancheggiate da marciapiedi erano disseminate di fontane pubbliche, approvvigionate da un sistema di acquedotti per l’epoca all’avanguardia.
Lungo i cardines o decumani e le viae o itinera, le strade del tempo, sorgevano gli altari per il culto, le botteghe, le officine, dove sovente erano incisi graffiti, epigrammi, poemetti d’amore ed spesso invettive in lingua greca, latina, osca e aramaica.
Nel 1997, l’UNESCO ha dichiarato Pompei Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il Comitato ha deciso di iscrivere tale area sulla base dei criteri culturali considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79, costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo.
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Museo dell'Osservatorio Vesuviano
L'Osservatorio Vesuviano è la più antica istituzione scientifica dedicata allo studio dei vulcani, la cui fondazione risale al 1841. La sua sede originaria, un elegante edificio di gusto neoclassico progettato dall'arch. G. Fazzini, è ubicata sul Vesuvio, sul Colle del Salvatore, tra Ercolano e Torre del Greco, a 608 metri di quota.
Attorno al 1970 in seguito alla costruzione poco più a valle di un edificio più consono alle esigenze della ricerca moderna, la cosiddetta sede storica diviene naturalmente il luogo destinato alla conservazione delle preziose collezioni mineralogiche, strumentali e artistiche, oltre che di una ricca biblioteca storica.
Il museo dell'Osservatorio Vesuviano è sede di una mostra permanente. La mostra conduce il visitatore attraverso un affascinante percorso nel mondo dei vulcani. Si parte dalla descrizione dei vari tipi di eruzioni e della loro pericolosità, per giungere all'osservazione in tempo reale dei dati sismici e geochimici registrati dalla rete di sorveglianza dell'Osservatorio Vesuviano. Tutto ciò con l'ausilio di filmati, illustrazioni, collezioni di rocce e minerali, strumenti storici, libri e dipinti.
Antico strumento scientifico Il Museo dell'Osservatorio Vesuviano ospita antichi strumenti scientifici, utilizzati da scienziati e ricercatori nel corso dei secoli, alcuni dei quali sono di eccezionale importanza storica, come il sismografo di Luigi Palmieri. Una parte di questi strumenti è esposta nelle sale Mercalli e Wiechert della Mostra.
L'accesso è gratuito e le visite sono accompagnate da una guida dell'Osservatorio Vesuviano.
fonte comune.ercolano.na
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Le Ville Vesuviane de "Il Miglio d'Oro"
Le Ville vesuviane sono il grandioso complesso di dimore settecentesche, costruite tra le campagne e la costa del golfo di Napoli, nei territori da S. Giovanni a Teduccio a Torre Annunziata. Un elenco solo indicativo comprende ben 123 ville del XVIII secolo. Già alla fine del Seicento, erano sorte varie ville di nobili, attratti dal clima dolce di queste zone, dalla fertilità del suolo, dalla salubrità dell'aria e dal fascino del Vesuvio. Di molte ville sono noti nomi degli autori e sono quelli dei più famosi architetti operanti a Napoli nel 700: Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, oltre ai più modesti. Le ville sono opere stupende di un misurato tardo barocco, che spesso tende al rococò, qualcuna annuncia lo stile neoclassico. Ercolano possiede alcuni degli esempi più belli di tutto il vasto patrimonio architettonico delle ville settecentesche; sono per lo più situate sull'attuale Corso Resina, che è una parte dell'antica via delle Calabrie: Villa Campolieto, Villa Favorita, Villa Durante, Villa Aprile, Villa Signorini ed altre. Un tratto di questa strada (da Villa De Bisogno di Casaluce al limite con Torre del Greco) meritò l'appellativo di "MIGLIO D'ORO" e conserva tuttora un suo segreto fascino e si fa apprezzare in tutto il suo splendore specialmente all'alba e al tramonto, quando la luce non troppo viva permette di cogliere in ogni sfumatura le stupende linee architettoniche d'ogni particolare.
Palazzo Capracotta, Palazzo Comunale, Palazzo Correale, Palazzo Tarascone, Villa Aprile, Villa Arena, Villa Campolieto (in foto)
, Villa Consiglio, Villa De Bisogno di Casaluce, Villa De Liguoro, Villa Durante, Villa Favorita, Villa Giulio De La Ville, Villa Granito Belmonte, Villa Lucia, Villa Manes Rossi, Villa Migliano, Villa Passaro, Villa Ruggiero, Villa Signorini, Villa Tosi di Valminuta, Villa Vargas Macchucca
fonte comune.ercolano.na
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Prima Classe Primitivi Metropolitani, dall'8 al 30 luglio 2009, Ercolano (NA)
Video, installazione, dipinti, performance teatrale.
biglietti: ingresso liberoVILLA ERCOLANO
Via Roma 41/45 (80056)
+39 0817776423 , +39 0817390116 (fax)
info@villasignorini.it
www.villasignorini.it
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Villa Campolieto: un po' di storia
Nel 1755 Luzio de Sangro, duca di Casacalenda e principe di Campolieto, diede incarico a Mario Gioffredo di progettargli " il più nobile casino" tra le ville del Miglio D'Oro. I lavori si protrassero per un ventennio per la terribile eruzione del Vesuvio del 1758, per beghe del duca con i confinanti, per problemi di visuale e panorama ed infine perché nel 1761 il Gioffredo abbandonò il cantiere, per contrasti insorti con il committente per il palazzo napoletano di piazza San Domenico maggiore, ed i lavori furono portati avanti per poco più di due anni da Michelangelo Giustiniani, ed infine completati da Luigi Vanvitelli che il duca, allora Governatore del Monte di Pietà, aveva avuto modo di conoscere ed apprezzare.
Particolare di un affresco al Piano Nobile Dal grande portale d'ingresso sulla strada, in una visione prospettica all'infinito, oltrepassato il profondo androne e superato il vestibolo centrale, si giunge alla Rotonda, caratterizzata da archi su colonne di ordine tuscanico che creano, con la terrazza superiore, una passeggiata su due livelli: uno si apre sul giardino, l'altro sul panorama del Golfo. Si giunge poi al piano superiore in un vestibolo coperto da una cupola e decorato da sovrapporta con medaglioni raffiguranti le quattro stagioni con scene mitologiche di Crescenzo La Gamba. Su questo grande spazio si aprono le sale dell'appartamento nobile; a nord si accede in un grande ambiente coperto da volte a botte, che affaccia verso il Vesuvio; la decorazione della volta è quasi completamente perduta mentre alle pareti vi sono affreschi dei quadraturisti piacentini Giuseppe e Gennaro Magri, con colonnati in prospettiva in cui si inquadrano le statue di Minerva e Mercurio, opera di Jacopo Cestaio.
Infine si giunge al salone delle feste, affrescato con scene mitologiche e prospettive, opera di Fischetti e Magri, con evidenti richiami alle decorazioni di Caserta. Villa Campolieto Alla morte del duca nel 1792, i beni della famiglia passarono al figlio primogenito Scipione che morì nel 1808 senza discendenti diretti. Pertanto già ai primi dell'Ottocento le sorti della villa erano segnate, divisa tra vari eredi, volse nel totale abbandono dopo l'ultimo conflitto mondiale quando fu occupata dagli alleati. Nel 1977 è stata acquistata dall'Ente per le Ville Vesuviane e completamente restaurata, recuperata e aperta al pubblico come bene a servizio della collettività.
fonte comune.ercolano.na
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