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  • Pompei

    Pompei sorge su un pianoro (circa 30 m s.l.m.) formato da una colata di lava vesuviana, a controllo della valle del fiume Sarno, alla cui foce sorgeva un attivo porto. Incerte sono le notizie sulle origini della città. Le testimonianze più antiche si datano tra la fine del VII e la prima metà del VI sec. a.C., quando si realizza la prima cinta muraria in tufo detto 'pappamonte', che delimitava un'area di 63,5 ha. Una civiltà 'mista', nella quale erano fusi elementi indigeni, etruschi e greci, portò allo sviluppo della città. Verso la fine del V sec. a.C., le tribù dei Sanniti, scesi dai monti dell'Irpinia e del Sannio, dilagarono nella pianura dell'attuale Campania (che significa 'pianura fertile'), conquistando e inserendo le città vesuviane e costiere in una lega con capitale Nuceria. In epoca sannitica Pompei riceve un forte impulso all'urbanizzazione: pure risale al V sec. a.C. la costruzione di una nuova fortificazione in calcare del Sarno, che doveva seguire un percorso analogo alla precedente. Verso la fine del IV sec. a.C., in seguito ad una nuova pressione di popolazioni sannitiche, Roma si affaccia nell'Italia meridionale: sistemi di alleanze e vittoriose campagne militari la renderanno (343-290 a.C.) egemone in tutta la Campania. Pompei entrò quindi come socia (alleata) nell'organizzazione politica della res publica romana, cui però nel 90-89 a.C. si ribellò assieme ad altre popolazioni italiche, che reclamavano a Roma pari dignità socio-politica. Presa d'assedio dalle truppe di P. Cornelius Sulla, la città capitolò e diventò colonia romana col nome di Cornelia Veneria Pompeianorum (80 a.C.). Dopo la deduzione della colonia Pompei fu arricchita di edifici privati e pubblici, e ulteriormente abbellita soprattutto nell'età degli imperatori Ottaviano Augusto (27 a.C.-14 d.C.) e Tiberio (14-37 d.C.). Nel 62 d.C. un violento terremoto colpì l'intera area vesuviana. A Pompei la ricostruzione ebbe subito inizio, ma, per l'entità dei danni, e per lo sciame sismico che seguì, essa prese molto tempo: diciassette anni dopo, quando il 24 agosto del 79 d.C. l'improvvisa eruzione del Vesuvio la seppellì di ceneri e lapilli, Pompei si presentava come un cantiere ancora aperto. La sua riscoperta si verificò nel XVI secolo, ma solo nel 1748 cominciò l'esplorazione, col re di Napoli Carlo III di Borbone, e continuò sistematicamente nell'Ottocento, fino agli interventi più recenti di scavo, restauro e valorizzazione della città antica e del suo eccezionale patrimonio di architetture, sculture, pitture, mosaici. L'area archeologica di Pompei si estende per circa sessantasei ha dei quali circa quarantacinque sono stati scavati. La suddivisione della città in regiones (quartieri) e insulae (isolati) è stata fatta da G. Fiorelli nel 1858, per esigenze di studio e orientamento. Le denominazioni delle case, quando non ne è noto il proprietario, sono state coniate dagli scavatori in base a particolari ritrovamenti o altre circostanze.
    fonte pompeiisites

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  • Scavi di Pompei - Tour Pompei, Vesuvio ed Ercolano in un giorno.

    - BUS GRAN TURISMO
    - ACCOMPAGNATORE DEL TOUR
    - GUIDA TURISTICA SPECIALIZZATA PER ENTRAMBI GLI SCAVI
    - GIRO GUIDATO, IN BUS, DEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO
    - PRANZO COMPLETO SUL VESUVIO IN RISTORANTE PANORAMICO
    - GADGET
    Partenze da:
    Napoli, Costiera Amalfitana, Costiera Sorrentina, Capri, Ischia
    Toscana , Roma, Ostia, Anzio, Nettuno, Latina, Litorale Pontino

    Orari:
    da Napoli 08:45 rientro 18:00
    da Sorrento 08:45 rientro 18:00
    da Roma 07:00 rientro 20:30
    da Ischia 07:00 rientro 20:30
    da Capri 07:00 rientro 20:30

    Prenotazioni :
    I POMPEIANI
    TOUR OPERATOR
    TEL. +39 081 284270
    TEL. +39 081 260079
    FAX + 39 081 3617849
    SKYPE: ipompeiani
    e-mail : info@pompei-vesuvio.it

    Il Tour:
    Il Vesuvio, vulcano oggi ancora attivo, protagonista dello splendido Golfo di Napoli, è conosciuto, dal mondo intero, per aver distrutto, nel 79 d. C., le famose città di Pompei ed Ercolano. Esprimere con poche parole le sensazioni e lo stupore che il turista prova dinanzi alla bellezza misteriosa ed affascinante di una civiltà così antica ed organizzata, sommersa e conservata dalla lava vulcanica per tanti secoli, è estremamente difficile.

    L’operosa Pompei, città rinvenuta quasi per caso, e la residenziale Ercolano sono diventate testimonianza dell’ingegno dei Romani, precursori di usanze e originali tecniche costruttive incredibilmente attuali.
    La nostra Organizzazione offre un tour esclusivo che parte tutti i giorni sia da Napoli, da Sorrento, da Roma, da Ischia e da Capri, in Autobus Gran Turismo, confortevoli, dotati di aria condizionata e servizi.
    Il viaggio verso gli antichi e suggestivi Scavi di Pompei (dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità) sarà arricchito da una descrizione dettagliata dei luoghi che attraverseremo e dalla proiezione di un interessante video riguardante la zona archeologica.

    Ognuno dei partecipanti riceverà una borsa contenente oggetti utili per il tour.
    Giunti a Pompei, si procederà alla visita guidata all’interno degli Scavi. Le Guide, scelte per la conoscenza di quei magnifici siti archeologici, sono tutte poliglotte e vengono costantemente selezionate ed esaminate dal nostro staff per consentire a tutti i nostri partecipanti di comprendere ed apprezzare appieno l'intensità e la suggestione che quegli splendidi luoghi trasmettono.
    Alle ore 12,45 il nostro Autobus inizierà la salita verso il Vesuvio, arricchita anch’essa da una dettagliata descrizione dei luoghi; dal ristorante, sito alle pendici del Vesuvio, sarà possibile ammirare lo splendido panorama dell’intero Golfo di Napoli, da Sorrento al litorale Flegreo, ove si stagliano, in tutta la loro bellezza, le magiche isole di Ischia, Capri e Procida. Ad attendere i partecipanti al nostro Tour ci sarà personale attento e qualificato ed uno chef che li delizierà con la cucina tradizionale campana, il tutto allietato da un divertente intrattenimento.
    Concluso il pranzo, il tour proseguirà per visitare gli Scavi di Ercolano, altrettanto suggestivi ed affascinanti, dove le nostre Guide descriveranno la zona archeologica mediante un interessante itinerario, privilegiando quegli aspetti e quelle caratteristiche che distinguono Ercolano da Pompei.
    Negli eventuali giorni in cui il caldo, negli orari pomeridiani, dovesse essere eccessivo per poter visitare gli scavi di Ercolano, l’organizzazione si riserva l’alternativa della visita al moderno MAV (Museo Archeologico Virtuale) o di altra meta di grande interesse.
    La partenza da Ercolano per il rientro è prevista per le ore 17.45.
    Consigliamo di indossare abbigliamento e calzature comodi.

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  • Pompei













    La mattina del 24 agosto dell’anno 79 d. C. un’impressionante eruzione, preceduta da un catastrofico terremoto, interessò il Vesuvio, fino ad allora considerato un vulcano spento. Sotto la spinta dei gas si frantumò il tappo che ostruiva la bocca e i lapilli iniziarono a cadere sulla zona a sud-est del vulcano per un raggio di 70 km, spinti dal vento. Su Pompei e tutta l’area adiacente si depositò uno spesso strato di pietre laviche e di cenere. Tra i terremoti e la pioggia incandescente la popolazione di Pompei soffocò. Molti furono sepolti dalle macerie durante i crolli, per il peso del materiale depositato sui tetti. Fu una vera tragedia. L’imperatore Tito, allora a capo dell’Impero Romano, inviò prontamente i soccorsi, ma Pompei fu completamente e velocemente sepolta. Il racconto estemporaneo del tragico evento, nelle sue varie fasi, c’è stato tramandato da un testimone d’eccezione, Plinio il Giovane che, in due lettere indirizzate a Tacito, descrive la morte dello zio, Plinio il Vecchio, comandante della flotta Romana di stanza nel porto di Bacoli che corse in aiuto della popolazione con numerose imbarcazioni.
    Pompei sorgeva su di un contrafforte di 40 mt. originatosi durante un’eruzione avvenuta in epoca preistorica. Si presentava pianeggiante solo nel punto in cui c’era il Foro ed aveva una forte pendenza a Sud verso il mare. L’estensione delle mura, costruite in travertino giallo, era di circa 3200 metri. L’accesso alla città era garantito da otto porte: Porta Vesuvio e Porta di Capua a nord, Porta Marina a Ovest, Porta di Ercolano a nord - ovest, Porta di Nola e Porta di Sarno a est, Porta di Nocera e Porta di Stabia a sud. Il nucleo interno era poi suddiviso in nove regiones o quartieri. Le strade, fiancheggiate da marciapiedi erano disseminate di fontane pubbliche, approvvigionate da un sistema di acquedotti per l’epoca all’avanguardia.
    Lungo i cardines o decumani e le viae o itinera, le strade del tempo, sorgevano gli altari per il culto, le botteghe, le officine, dove sovente erano incisi graffiti, epigrammi, poemetti d’amore ed spesso invettive in lingua greca, latina, osca e aramaica.
    Nel 1997, l’UNESCO ha dichiarato Pompei Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il Comitato ha deciso di iscrivere tale area sulla base dei criteri culturali considerando che gli straordinari reperti delle città di Pompei, Ercolano e delle città limitrofe, sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79, costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo.

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  • Descrizione del tour

    - BUS GRAN TURISMO
    - ACCOMPAGNATORE DEL TOUR
    - GUIDA TURISTICA SPECIALIZZATA PER ENTRAMBI GLI SCAVI
    - GIRO GUIDATO, IN BUS, DEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO
    - PRANZO SUL VESUVIO IN RISTORANTE PANORAMICO

    - GADGET


    Partenze da:

    Napoli, Costiera Amalfitana, Costiera Sorrentina, Capri, Ischia
    Toscana
    , Roma, Ostia, Anzio, Nettuno, Latina, Litorale Pontino

    Orari:
    da Napoli 08:45 rientro 18:00
    da Sorrento 08:45 rientro 18:00
    da Roma 07:00 rientro 20:30
    da Ischia 07:00 rientro 20:30

    da Capri 07:00 rientro 20:30


    Prenotazioni :
    contatta la nostra agenzia

    I POMPEIANI
    TOUR OPERATOR
    TEL. +39 081 284270
    TEL. +39 081 260079
    FAX + 39 081 3617849

    SKYPE: ipompeiani

    e-mail : info@pompei-vesuvio.it


    Il Tour:


    Il Vesuvio, vulcano oggi ancora attivo, protagonista dello splendido Golfo di Napoli, è conosciuto, dal mondo intero, per aver distrutto, nel 79 d. C., le famose città di Pompei ed Ercolano. Esprimere con poche parole le sensazioni e lo stupore che il turista prova dinanzi alla bellezza misteriosa ed affascinante di una civiltà così antica ed organizzata, sommersa e conservata dalla lava vulcanica per tanti secoli, è estremamente difficile.
    L’operosa Pompei, città rinvenuta quasi per caso, e la residenziale Ercolano sono diventate testimonianza dell’ingegno dei Romani, precursori di usanze e originali tecniche costruttive incredibilmente attuali.
    La nostra Organizzazione offre un tour esclusivo che parte tutti i giorni sia da Napoli, da Sorrento, da Roma, da Ischia e da Capri, in Autobus Gran Turismo, confortevoli, dotati di aria condizionata e servizi.
    Il viaggio verso gli antichi e suggestivi Scavi di Pompei (dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità) sarà arricchito da una descrizione dettagliata dei luoghi che attraverseremo e dalla proiezione di un interessante video riguardante la zona archeologica.
    Ognuno dei partecipanti riceverà una borsa contenente oggetti utili per il tour.
    Giunti a Pompei, si procederà alla visita guidata all’interno degli Scavi. Le Guide, scelte per la conoscenza di quei magnifici siti archeologici, sono tutte poliglotte e vengono costantemente selezionate ed esaminate dal nostro staff per consentire a tutti i nostri partecipanti di comprendere ed apprezzare appieno l'intensità e la suggestione che quegli splendidi luoghi trasmettono.
    Alle ore 12,45 il nostro Autobus inizierà la salita verso il Vesuvio, arricchita anch’essa da una dettagliata descrizione dei luoghi; dal ristorante, sito alle pendici del Vesuvio, sarà possibile ammirare lo splendido panorama dell’intero Golfo di Napoli, da Sorrento al litorale Flegreo, ove si stagliano, in tutta la loro bellezza, le magiche isole di Ischia, Capri e Procida. Ad attendere i partecipanti al nostro Tour ci sarà personale attento e qualificato ed uno chef che li delizierà con la cucina tradizionale campana, il tutto allietato da un divertente intrattenimento.
    Concluso il pranzo, il tour proseguirà per visitare gli Scavi di Ercolano, altrettanto suggestivi ed affascinanti, dove le nostre Guide descriveranno la zona archeologica mediante un interessante itinerario, privilegiando quegli aspetti e quelle caratteristiche che distinguono Ercolano da Pompei.
    Negli eventuali giorni in cui il caldo, negli orari pomeridiani, dovesse essere eccessivo per poter visitare gli scavi di Ercolano, l’organizzazione si riserva l’alternativa della visita al moderno MAV (Museo Archeologico Virtuale) o di altra meta di grande interesse.
    La partenza da Ercolano per il rientro è prevista per le ore 17.45.
    Consigliamo di indossare abbigliamento e calzature comodi.

    Condizioni generali del contratto >>>

    Informativa ai sensi del d.lgs 196/2003 (privacy) >>>



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  • Museo Gracco DI ARTE CONTEMPORANEA E FOTOGRAFIA, Pompei

    In questo museo-studio di nuova concezione, dove il M° Franco Gracco vive il suo personale rapporto con l'antica Pompei, è possibile incontrare lui e ed altri artisti mentre lavorano, producono, creano, progettano le loro opere, o partecipare a corsi e stages, per conoscere le antiche tecniche artistiche e applicarle ai materiali moderni.
    Il Museo Gracco, situato all'interno dell'area archeologica di Pompei, a pochi metri dalla Villa dei Misteri, uno dei massimi esempi di pittura parietale romana, è stato fondato allo scopo di documentare l'importanza che l'antica pittura pompeiana ha avuto nell'arte moderna, sin dalla sua scoperta, durante il periodo neoclassico, e nell'arte contemporanea, affascinando artisti come Picasso, Renoir, e De Chirico, fino ai nostri giorni. Apposite sezioni ospitano la collezione di dipinti e grafiche del M° Gracco e mostre periodiche personali e collettive anche di giovani artisti.
    SCUOLA DI PITTURA POMPEIANA: Il Museo Gracco è anche la sede di un Corso di Pittura, unico nel suo genere, in cui il M° Franco Gracco tramanda ai suoi allievi la conoscenza delle tecniche pittoriche, dalla pittura ad olio a quelle più antiche, come la tempera all'uovo su tavola e l'affresco pompeiano, insegnando ad applicarle a vari soggetti, dalla natura morta al ritratto e al paesaggio. Gli allievi, guidati individualmente nell'apprendimento di queste tecniche, acquisiscono discreta padronanza del mezzo pittorico, capacità autocritica, un miglior utilizzo delle proprie potenzialità, e, soprattutto, sul modello dell'antica pittura di Pompei, un particolare metodo di "osservazione" della realtà che permette di capire meglio il mondo e di relazionare in maniera più responsabile con l'ambiente.
    Il Museo Gracco apre al pubblico da giugno a settembre alle 10 alle 13 tutti giorni (anche domenica).
    Lunedì chiuso. L'ingresso è libero.
    Villa dei Misteri, Pompei
    Tel. (+39) 0818613784 – E-mail: museo@gracco.it
    www.museogracco.it
    fonte pompeionline

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  • Pompeilab: un'idea fatta materia. Evento dedicato all'artigianato, alla lettura, alla musica, all'arte. 26 luglio 2009, Pompei

    Domenica 26 luglio a partire dalle ore 18 il Pompeilab apre il cancello alla cittadinanza per un evento dedicato all'ARTIGIANATO, alla LETTURA, all'ARTE e alla MUSICA.
    Un momento di sintesi di tutte le attività che i volontari del centro di aggregazione sociale e culturale di Pompei hanno proposto con la loro programmazione nell'ultimo anno.
    Spazio all'artigianato artistico locale, tradizione e originalità, momento letterario dedicato al nuovo libro della scrittrice pompeiana Pina Lamberti Sorrentino dedicato alla figura paterna e alla libertà, intrattenimento musicale a fine serata. L'ex depuratore delle fogne di Pompei mette in scena la sua metamorfosi ad opera della creatività e della volontà di tanti giovani pompeiani. L'ingresso è a partire dalle ore 18 per visitare gli stand degli artigiani che presenteranno il loro lavoro e saranno a disposizione del pubblico per domande e curiosità, alle ore 20 ci sarà la presentazione del libro di Pina Lamberti Sorrentino e alle ore 22 spazio alla musica nella location sul retro. Pompeilab è un progetto nato da un'idea delle associazioni "Catello Cesarano" e "Fuoco a Babilonia" e realizzato in collaborazione con il comune di Pompei. Si tratta di un'iniziativa tesa al recupero dell'area dell'ex depuratore del fiume Sarno, versante da anni in uno stato di assoluto abbandono e degrado, attraverso l'apertura di laboratori, sportelli, e l'organizzazione di eventi artistico - culturali.
    Pompeilab. Centro di aggregazione sociale e culturale
    Area ex depuratore, Via Astolelle, Pompei
    www.pompeilab.com

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  • SANTUARIO DELLA MADONNA DEL ROSARIO DI POMPEI

    Il Santuario della Madonna del Rosario e' uno dei maggiori centri di devozione mariana d'Italia. Iniziato l'8 Maggio 1876 su disegno di Antonio Cua e compiuto nel 1891, fu poi ampliato nel 1933-39 su progetto dell'ing. Mons. Spirito Chiappetta.
    Il Santuario ha titolo di Basilica Pontificia ed e' retto da un Delegato Pontificio, coadiuvato da un Consiglio di Amministrazione. L'interno, ricco di marmi, affreschi e mosaici, e' a croce latina a tre navate con grandiosa cupola (57 m.) su 4 pilastri, transetto a 3 navate e deambulatorio attorno al presbiterio.
    Entrando in Basilica dalla porta centrale, si passa sotto la monumentale e ricchisssima cantoria opera dell'arch. Giovanni Rispoli, con bellissimi intagli, sede di uno dei migliori organi, costruito dalla ditta del Cav. Pacifico Inzoli di Crema ed inaugurato l'8 maggio 1890. È stato successivamente ingrandito.
    Sull'Altare maggiore e' la veneratissima Madonna di Pompei, tela seicentesca, della scuola di Luca Giordano, restaurata nel 1965, adorna di gemme e racchiusa entro una ricca cornice di bronzo; attorniata dai Misteri del Rosario, dipinti su rame da Vincenzo Paliotti. Le cappellette laterali del tempio sono dedicate a Santi particolarmente venerati nel Santuario; nella volta (catino) sono rappresentati i misteri del Rosario realizzati in mosaico dalla Scuola Vaticana.
    SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL SANTO ROSARIO
    Piazza Bartolo Longo, 1 - 80045 Pompei (Napoli)
    www.santuario.it; rettorato@santuariodipompei.it
    fonte pompeionline

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  • Il cibo a Pompei

    Dai reperti di cibo carbonizzato si comprende che l'alimentazione dei pompeiani era a base di verdura, frutta e di pane. La frutta e la verdura venivano vendute in gran quantità nelle botteghe insieme all'olio, tanto che Plauto chiamava i romani "mangiatori di erbe".
    Tra le specialità dei pompeiani c'era un particolare tipo di cavolo. Plinio il Vecchio classificò circa 1000 piante commestibili, con le quali si producevano vari tipi di lattuga, cicoria, cipolle e aglio, broccoli di rapa, basilico, carote, crescione, porri, meloni, piselli, ceci, lenticchie, noci, nocciole, mandorle, e diversi tipi di frutta fresca: mele, melograni, cotogne, pere, uva, fichi e prugne.
    Qualche anno prima della catastrofica eruzione del 79 d.C., vennero importate a Pompei il ciliegio, l'albicocco, e il pesco. Gli ortaggi venivano conservati per l'inverno in salamoia o in aceto, mentre la frutta si essiccava e si immergeva nel miele. Quanto al pane, era diffuso già nel II secolo a.C. Esso era costituito da un frumento più raffinato del grano usato dai primitivi, e anche dall'orzo.
    I panettieri pompeiani sfornavano almeno dieci tipi di pane e addirittura una specie di biscotto per cani. Una delizia per il palato dei pompeiani era una salsa di pesce molto concentrata e dal sapore aspro. Si preparava con le interiora delle sardine, che venivano mescolare con pezzi di pesce sminuzzati, uova di pesce e uova di gallina. Il miscuglio, pestato e mescolato a lungo, veniva lasciato al sole o in un locale riscaldato e poi nuovamente pestato per trasformarlo in una poltiglia omogenea. Dopo sei settimane di fermentazione, il prodotto ottenuto, detto liquamen, veniva posato in un cesto dal fondo bucato. Così, mentre un residuo, considerato commestibile e noto col nome di hallec o faex, colava dal cesto, vi rimaneva il prodotto finito detto garum dal nome greco gáron, specie di pesce usato dagli orientali per questa salsa. Esisteva comunque un gran numero di salse di pesce diverse. Le migliori erano il garum excellens e il gari flos flos, estratte dalla ventresca del tonno, dallo sgombro e dalla murena (flos murae). L'hallec, ritenuta la salsa dei poveri, si preparava anche con le acciughe. Il garum veniva a volte allungato con acqua o aromatizzato con erbe, forse a motivo del suo cattivo odore. Scriveva Marziale: "Il fiato di Papilo è così forte che riesce a trasformare in puzza di garum il profumo più intenso" (Epigrammi, VII, 94). La salsa era anche un ingrediente importante nella preparazione delle polpette pompeiane a base di carne di maiale e pan bagnato nel vino cotto misto a garum. Le polpette si cuocevano infine in vino cotto insieme a foglie d'alloro. Pompei era rinomata anche per la produzione di formaggi (casei), affumicati e non, di pecora e di vacca.
    per quanto riguarda le abitudini alimentari, i romani solevano fare, all'alba, una prima colazione ricca e abbondante (ientaculum), a base di carne. Verso mezzogiorno la famiglia si raccoglieva per il prandium, un pasto piuttosto leggero: pesci, uova, legumi e frutta. Più tardi, tra le tre e le quattro pomeridiane, si ritornava a casa per la cena, il pranzo principale della giornata, a cui si invitavano gli amici, intrattenuti nell'apposita sala (triclinium) da giocolieri, danzatori, musici, come racconta Plinio nel 9° libro, lettera 17. Nell'età imperiale i commensali cenavano sdraiati sui letti tricliniari. Si cominciava con la gustatio, un antipasto con uova, lattuga, ostriche innaffiate con vino e miele; poi venivano servite due o tre portate di ogni genere di carne. Gli ultimi piatti erano i dolci e la frutta. Dopo cena talvolta si beveva a volontà sotto la direzione di un arbiter bibendi, "re del convito", eletto con il lancio dei dadi, che sceglieva i vini e stabiliva la grandezza e il numero delle coppe.
    fonte pompeionline

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  • Orari e prezzi dei biglietti per gli scavi di Pompei, Ercolano , Stabia , Oplonti , Boscoreale Accessi da Porta Marina - Piazza Anfiteatro

    Accesso scuole
    Per le scuole in visita è obbligatoria la prenotazione.
    L'ingresso è consentito esclusivamente da Piazza Anfiteatro.

    Orari
    dal 1° novembre al 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)
    dal 1° aprile al 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)

    Giorni di chiusura:
    1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre

    Biglietti
    Singolo (validità 1 giorno)
    Intero € 10,00
    Ridotto € 5,00

    Con accesso a 5 siti
    (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale)
    validità 3 giorni
    Intero: € 18,00
    Ridotto: € 9,00 (*)

    Gratuito: per i cittadini dell'Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni

    (*) Ridotto: per i cittadini dell'Unione Europea di età compresa tra 18 e 25 anni non compiuti e per i docenti delle scuole statali dell'Unione Europea, con incarico a tempo indeterminato.
    I biglietti gratuiti e ridotti possono essere rilasciati solo previa presentazione di un valido documento di identità.

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  • Museo Archeologico Nazionale, Napoli

    E' il più importante Museo Archeologico d'Europa, con una ricca collezione di monete, una Sezione Egizia e una serie di Sale che ospitano pezzi di eccezionale importanza. Tra questi vanno citati il grande mosaico che raffigura "La battaglia di Alessandro a Isso", il Toro Farnese, il gruppo dei Tirannicidi, le Tavole di Eraclea e le Sale del Tempio di Iside. Si tratta di sculture, pitture parietali, mosaici, armi, terrecotte, vasi, oggetti in osso e avorio, monili.L'edificio del Museo fu costruito nei primi anni del '600 su di un primitivo impianto della fine del '500, destinato a scuderia e mai utilizzato. La nuova costruzione, che doveva ospitare l'Università di Napoli, venne inaugurata nel 1615 e le fu dato il nome di "Palazzo dei Regi Studi". Nel 1777, trasferita l'Università, il re Ferdinando IV di Borbone destinò il Palazzo a sede del Museo Borbonico e della Real Biblioteca e diede l'incarico all'architetto F. Fuga di restaurare e modificare l'edificio. Si ebbero negli anni numerose trasformazioni architettoniche, la più sostanziale delle quali fu l'innalzamento del primo piano sulle due ali del palazzo. Tra la fine del '700 e i primi dell'800 vennero via via sistemate le ricche collezioni farnesiane - quadreria, raccolte d'antichità e biblioteca - , prima in parte collocate nel Museo di Capodimonte, e le raccolte dei vari palazzi reali. All'inizio dell'800 vennero trasportate nel Museo anche le antichità trovate a partire dalla metà del '700 a Pompei, Ercolano e Stabia ed esposte fino a quel momento nel Museo Ercolanese di Portici. Nel 1816 il Museo, così costituito intorno ai due grossi nuclei farnesiano e vesuviano, prese il nome di "Real Museo Borbonico". Nel corso del secolo scorso si susseguirono molte nuove immissioni, sia di collezioni private sia di materiali di scavo, provenienti per lo più dalla Campania e dall'Italia Meridionale. Intanto, nel 1860, con l'unità d'Italia, il Museo Borbonico diventava di proprietà dello Stato, assumendo la nuova denominazione di "Museo Nazionale" . Tra il 1863 e il 1875 I'istituto, che aveva sempre avuto problemi di affollamento e di organizzazione dell'esposizione, venne finalmente in buona parte riordinato da Giuseppe Fiorelli. Una nuova generale sistemazione venne realizzata da Ettore Pais tra il 1901 e il 1904 e ad essa seguirono riorganizzazioni di singole collezioni, rese possibili anche dalla disponibilità di nuovi spazi determinata dai trasferimenti in altre sedi, nel 1925, della Biblioteca Nazionale - l'antica Real Biblioteca - e, nel 1957, della Pinacoteca, che andò a costituire il "Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte". Rimasero così in questa sede soltanto le ricche collezioni di antichità, e il Museo assunse quindi la sua odierna identità di Museo Archeologico. Da vari anni l'edificio è oggetto di un restauro radicale, oggi quasi ultimato, mentre si va realizzando un globale riordinamento delle collezioni teso a documentare da un lato il collezionismo privato, dall'altro i vari contesti topografici dei materiali di scavo. A causa di questi lavori di riordino numerose raccolte, quali ad esempio quelle degli ori e della suppellettile in bronzo, sono oggi escluse dal percorso di visita.
    piano seminterrato ---> Epigrafi - Collezione Egizia
    piano terra ---> Sculture - Sculture Farnese - Gemme incise
    piano ammezzato ---> Mosaici - Sculture - Collezione Astarita
    primo piano ---> Villa dei Papiri - Collezione Vascolare - Salone della Meridiana - Sezione Topografica - Affreschi - Tempio di Iside - Plastico di Pompei - Argenti, Avori, Terrecotte - Armi - Medagliere
    tel: 081 4422111
    ingresso (indicativo): euro 6,50 (tariffa intera) - euro 3,25 dai 18 ai 24 anni - gratuito fino ai 18 anni e dopo i 65 (tariffa ridotta)
    orario: 9-19.30 / 9-19.30 (festivo)
    chiuso il martedì la biglietteria chiude alle ore 18
    Piazza museo n.19
    fonte inaples

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  • Chi siamo
    La nostra Azienda, nata nel 1999, opera prevalentemente in Campania e nel Lazio ed è, da sempre, dedita all’organizzazione di eventi, fiere, meeting, convegni, congressi, cerimonie.
    La cura dei particolari e l’attenzione alle esigenze dei nostri clienti è la nostra costante priorità.
    Con questa iniziativa, ci proponiamo di valorizzare le immense bellezze naturali e artistiche della Campania al fine di offrire a tutti la possibilità di visitarle.
    Il nostro percorso tra la natura e l’arte, non poteva non partire da Pompei, che, con la vicina Ercolano, costituisce la meta culturale più visitata del Vecchio Continente dopo il Colosseo. Ed è per questo che il nostro logo è dedicato a quella splendida Città.
    Ed abbiamo anche compreso, però, che Pompei andava apprezzata insieme agli altri protagonisti di quella terribile tragedia che si è consumata circa 2000 anni fa: il Vesuvio ed Ercolano.
    Ma la Campania, e Napoli in particolare, pullulano di tante altre bellezze naturali (Capri, Procida, Ischia, Sorrento, Amalfi, Positano, Pozzuoli) e artistiche (Cuma, Reggia di Caserta, Certosa di S.Elmo); ecco perché stiamo lavorando per proporre innumerevoli visite alternative, certi che i nostri clienti, che avranno avuto modo di constatare l’elevato livello di attenzione alle loro esigenze che il nostro personale è in grado di profondere, non esiteranno a chiederci di accompagnarli verso altre splendide mete arricchendo, così, la loro vacanza.

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  • ITA - Il teatro antico e le maschere, dal 3 Giugno 2009 al 31 Agosto 2009, Napoli

    Uno spaccato della storia del teatro romano, con particolare riguardo alla Campania e a Pompei. Statue, mosaici, affreschi, maschere e rilievi in marmo e terracotta fanno luce sull'aspetto delle maschere e dei costumi e sul vivo interesse per le raffigurazioni teatrali di decoratori e committenti a Pompei, in Campania e nel mondo romano in genere. Un viaggio che conduce verso un mondo multiforme, fatto di danza, recitazione, musica, mimica, dotta cultura, ma anche di divertimento di massa. L'evento rientra nelle proposte culturali del "viaggio nelle arti", percorso promosso dall'Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania.
    Museo Archeologico Nazionale di Napoli
    Piazza Museo, 19
    fonte in-campania

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  • Trame Africane Teatro Festival, 10 - 26 luglio 2009, Pompei

    Dal 10 al 26 luglio ritorna, nella magia del Chiostro dell'Istituto Bartolo Longo a Pompei, il Trame Africane Teatro Festival, la rassegna divenuta da subito un appuntamento attesissimo dagli amanti del teatro, giunta oramai alla sua VI edizione.
    Una nuova edizione, che rappresenta un impegno speciale, sarà possibile realizzarla "grazie" all'affetto e alla grande sensibilità e disponibilità di tanti amici sia artisti che non.
    Programma del festival:
    Venerdì 10 luglio ore 21.00: "L'ENEIDE DI VIRGILIO - IL MUSICAL", con Giovanni Allocca, Luigi Cesarano, Pina giarmanà, Enzo Varone, Ciro Zangaro
    regia Domenico M. Corrado
    posto unico numerato 12,00 euro
    Domenica 12 luglio ore 21.00: CARLO BUCCIROSSO in "Napoletani a Brodway", regia Carlo Buccirosso
    posto unico numerato 27,00 euro
    Sabato 18 luglio ore 21.00: ALESSANDRO SIANI in "Più di Prima", regia Mimmo Esposito, posto unico numerato 37,00 euro
    Sabato 25 e Domenica 26 luglio ore 21.00: VINCENZO SALEMME in "Bello di Papà, regia Vincenzo Salemme posto unico numerato 37,00 euro
    Tutto il ricavato degli spettacoli andrà a favore del Machaka Project ed in particolare per la ricostruzione dell'ospedale di Kiirua, Kenya.
    Per maggiori informazioni:
    Web: www.tappetovolante.org
    Tel.: 081.8631581
    fonte campaniaonline

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  • Oplontis

    Gli scavi di Oplontis si trovano al centro della moderna città di Torre Annunziata.
    Il nome Oplontis è attestato unicamente nella Tabula Peutingeriana, copia medioevale di un'antica mappa relativa alle strade esistenti in Italia all'epoca dell'Impero Romano. In questa carta il toponimo Oplontis indica alcune strutture posizionate tra Pompei ed Ercolano. Pertanto è stata attribuita ad Oplontis una serie di rinvenimenti archeologici, che in realtà sono relativi ad una zona suburbana di Pompei: una villa residenziale, la villa 'di Poppea'; una 'villa rustica' attribuita a L. Crassius Tertius, nella quale, accanto a numerosi corpi di vittime dell'eruzione, è stata rinvenuta una notevole quantità di monete in oro e argento, assieme a numerosi pezzi di finissima oreficeria; una struttura termale, presso l'Oncino, sotto le attuali Terme Nunziante, attribuito da A. Maiuri al console M. Crassus Frugi. Il monumento principale, unico visitabile, è la villa 'di Poppea' inserita tra i beni che l'UNESCO ha definito " Patrimonio dell'Umanità": grandiosa costruzione residenziale della metà del I secolo a.C., ampliata in età imperiale, era in corso di restauro al momento dell'eruzione. È attribuita a Poppaea Sabina, seconda moglie dell'imperatore Nerone, ma in ogni caso rientrante nel patrimonio della famiglia imperiale.
    fonte pompeiisites

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  • L'origine di Ercolano

    La leggenda narra che Ercole, il mitico eroe greco, giunto in Italia dall'Iberia dove aveva compiuto una delle sue fatidiche imprese, fondò fra Napoli e Pompei una piccola città che prese il suo nome, Herculaneum.
    Fu collocata in un punto che consente di ammirare un panorama unico al mondo, al centro di quel grandioso arco naturale, che da Capo Miseno corre fino a Punta Campanella, un miracolo della natura, un caleidoscopio di immagini che non è facile descrivere.
    Fu Abitata dagli Osci, dagli Etruschi, dai Sanniti e dai Romani.
    Divenne, al tempo di Giulio Cesare, un Municipium, comune non fondato da Roma ma incorporato nello stato. Iniziò un periodo di benessere per la città.
    Attirati dalla bellezza del sito e dalla salubrità del clima, fu una della residenze preferite del patriziato romano che non risparmiò mezzi ed energie affinché il soggiorno fosse il più confortevole possibile.
    fonte comune.ercolano.na

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  • Engl - The Eruption of Vesuvius

    On the morning of August 24, A.D. 79, a great noise was heard in the area around Vesuvius. A mushroom shaped cloud of gas and volcanic rock rose high in the air, darkening the sky. A shower of burning cinders and rock fragments covered Pompei. It lasted until the next day, caving in roofs and claiming its first victims. The Pompeians tried to take shelter in the houses or hoped to escape by walking on top of the layers of pumice stones constantly being formed, which by this point were more than 2 meters deep. But at dawn on August 25, a violent explosion of toxic gases and burning cinders devastated the city. It infiltrated everything, taking those who were trying to flee by surprise and making every form of defense vain. A shower of very fine ash was deposited everywhere to a depth of more than six meters, enveloping everything and adhering to the forms of the bodies and even the folds of their clothes. When, two days later, the fury of the elements abated, the entire area had a different aspect: a white blanket covered everything; the Sarno river was trying to find its course again after having been filled with volcanic rubble; and the coast, submerged by the material spewed forth by Vesuvius, had encroached on the sea! The whole city was declared off limits, to protect the property of the survivors, but clandestine diggers tried to plunder it anyway. For a long time the human presence was rare and marginal, and only under the emperor Hadrian, around 120 A.D., was at least the road system in the area reopened to traffic. We have an eye-witness report of the catastrophe in a letter from Pliny the Younger to the Roman historian Tacitus, in which he tells about the death of his uncle, Pliny the Elder, as he was trying to bring aid to the devastated cities. If you would like to hear it, press 103 and then play.
    fonte: pompeiisites.org

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  • ITA - ARCHEOLOGIA: NUOVI REPERTI EMERSI DA SCAVI RIONE TERRA POZZUOLI
    Tre teste maschili e due femminili, busti panneggiati, frammenti di altorilievi e iscrizioni sono emersi dagli scavi che la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei sta compiendo nell'area del Rione Terra di Pozzuoli, sul versante Sud della collina dove sorgono edifici pubblici, probabilmente terme, e domus sul mare dell'antico insediamento prima greco e poi romano sul litorale flegreo. L'area dei ritrovamenti e' compresa tra due decumani, quello di via Villanova piu' a Nord, di cui si e' messo in luce buona parte del tracciato e un altro, piu' a Sud, di cui e' stato scavato solo un breve tratto. La natura degli interessanti materiali ritrovati, le testimonianze architettoniche marmoree, riconducibili a diverse tipologie, (zoccolature, cornici, colonne, lastre di rivestimento, lastre pavimentali, capitelli, antefisse), i reperti scultorei, (testa-ritratto imperatore, teste ideali e private maschili e femminili, altorilievi, statue equestri, gruppi), i frammenti di iscrizioni, farebbero ensare alla provenienza dei reperti da piu' edifici monumentali, anche colonnati e alla spoliazione dei relativi apparati decorativi. In particolare oltre alla testa dell'imperatore Tito con il capo cinto da una corona di alloro, sono emerse altre due teste maschili di cui una frammento di ritratto di eta' tardo repubblicana. Due le teste femminili, una forse di amazzone del II sec d.C, l'altra ritratto di imperatrice di eta' giulio claudia tarda. E ancora: una antefissa del II sec, quattro torsi tra cui una statua femminile panneggiata, una di togato; un altorilevo con due figure, il frammento di un cavallo. Il contesto dei ritrovamenti comprende, sul lato Nord del decumano di via Villanova, un ambiente, a pianta pressoche' quadrata, che mostra traccia di una complessa storia edilizia, con ristrutturazioni ed adattamenti successivi. La fase piu' antica e' di eta' repubblicana con rifacimenti successivi in opera reticolata. Una comoda rampa con gradini rivestiti di cocciopesto conduce a cunicoli ipogei, a sezione ogivale. Nella loro prima fase i cunicoli erano, probabilmente, destinati a raccogliere le acque provenienti dalla piazza del foro.
    Trasformazioni radicali degli spazi adiacenti causarono la cancellazione dei cunicoli, colmati con uno scarico di macerie e, soprattutto, con una notevole quantita' di frammenti architettonici in marmo e sculture, misti a terra.
    Probabilmente i reperti furono gettati via da un pozzo di ispezione che si apre sulla terrazza superiore, davanti al tempio di Augusto, dove e' ubicato il foro del Rione Terra con gli edifici pubblici. Sulle cause di questa scelta l'indagine degli archeologi e' aperta.
    fonte agi

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  • Esp - Pompeii and the Roman Villa: Art and Culture around the Bay of Naples
    Pompeii and the Roman Villa: Art and Culture around the Bay of Naples
    Pompeii and the Roman Villa: Art and Culture around the Bay of Naples es el título de la muestra itinerante que presenta en su segunda etapa luego de Washington Realizada en colaboración con el Museo Los Angeles County, la Región Campania y la Dirección Regional de Bienes Culturales y Paisajísticos de Campania presenta, a través de cinco secciones, unas 150 obras entre mosaicos, esculturas, elementos de decoración, pinturas y orfebrería.
    Imagen: Stabiae View of a harbor town, 1st century BC - 1st century AD fresco Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Museo Archeologico Nazionale di Napoli
    Los Angeles County Museum of Art
    5905 Wilshire Boulevard Los Angeles, CA 90036 Estados Unidos
    Horario: Lunes, Martes, Jueves: 12 - 20
    Viernes:12 - 21/ Sábado, Domingo: 11 - 20
    Entrada: adultos $9 / con descuento $5
    Ingreso gratuito después de las 5 de la tarde y el segundo Martes de cada mes

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  • Ravello - Villa Rufolo

    I Rufolo furono una delle famiglie più ricche e notabili di Ravello. Principi mercanti, si distinsero per le loro capacità indiscusse nel commercio e ricoprirono ruoli di prestigio nel clero; nel foro, nel governo e nelle finanze. Si suppone addirittura che Lorenzo Rufolo sia il Landolfo, le cui avventure sono riferite da Boccaccio nel Decamerone: vi è infatti uno stretto legame tra il racconto e gli eventi realmente accaduti. Lorenzo, un ricco mercante caduto in rovina, divenne un pirata, fu fatto prigioniero dai genovesi, fu gettato sulla spiaggia di Corfù aggrappato ad una cassa di gioielli e fu salvato da una donna, Lorenzo, dopo la prigionia, si ricongiunse alla madre Anna della Marra. In seguito, ritornò nelle grazie del re e fu ristabilito nei suoi incarichi ma il Principe Carlo obbligò le famiglie Rufolo e della Marra a cedere tanti dei loro averi che essi non riuscirono mai più a rimettersi economicamente. Nei confronti della famiglia Rufolo fu mossa un'accusa di cospirazione da parte di Carlo. Probabilmente fu uno stratagemma per diffamarli e privarli delle loro maggiori ricchezze. Il fatto stesso che i Rufolo rientrarono dopo così breve tempo nelle grazie del re, avvalora la tesi secondo cui l'accusa fosse un mero pretesto per confiscare le loro ricchezze. Nel XV secolo la famiglia aveva perso tutto il suo potere e Peregrino Rufolo, quattordicesimo vescovo di Ravello, parlò di se stesso come l'ultimo della sua stirpe.  Come tutte le famiglie nobili dell'epoca, anche i Rufolo fecero della costruzione di un palazzo il simbolo della propria ricchezza. Villa Rufolo fu costruita nell'XI secolo e fu all'apice del suo splendore durante il governo di Carlo I d'Angiò. Nella sontuosa dimora furono ospitati principi e re, compreso Vittorio Emanuele III. Dopo la decadenza dei Rufolo, la villa passò, per diritto di successione, alle famiglie Confalone e Muscettola e, poi, nelle mani dei nobili D'Afflitto di Scala nel XVIII secolo. Lo sforzo di questi ultimi per rendere il palazzo abitabile, tuttavia, causò la perdita di molti dei suoi elementi di valore: i soffitti originari furono sostituiti da altri in stile rococò, le mattonelle colorate delle finestre furono ricoperte da intonaco e parte del cortile moresco fu abbattuto per farvi delle cucine. I D'Afflitto si trasferirono poi a Napoli e abbandonarono il palazzo, tanto che, quando esso fu venduto nel 1851 al nobile scozzese Francis Nevile Reid, era completamente inagibile. Reid, uomo di grande cultura ed amante dell'arte, restaurò completamente il palazzo ed i suoi giardini, affidando i lavori a Michele Ruggiero, in seguito direttore degli scavi di Pompei.
    fonte: villarufolo

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