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  • Praiano

    Praiano, l'antica "Plagianum" e "Pelagianum", nota perche' "i dogi con le loro corti vi si recavano in villeggiatura per goderne l'aria pura e la quiete paradisiaca", e' un centro di pescatori in gran parte disseminato sopra un dorsale scendente dal monte S. Angelo a Tre Pizzi verso il Capo Sottile. Aggregata a Praiano, re Carlo I d'Angio'"levar volee ad onore di Università"e successivamente lo stesso "fe' costruire ivi nel luogo denominato la sciola, una torre per custodia e difesa del litorale da legni nemici". "Principali capi d'industria eran quivi ne' secoli passati l'arte della seta e quella del filato o filo sottile ritorto finissimo, quivi imbiancato e lavorato dalle donne del paese... Non meno antica e lucrosa era eziando l'industria e la pesca del corallo".Di notevole interesse e' la chiesa parrocchiale di S.Luca Evangelista, dove si conserva una reliquia del Santo, un suo busto d'argento del 1694 e tele attribuite al cinquecentesco pittore Giovanni Bernardo Lama: La Madonna col Bambino e i SS. Luca e Francesco di Paola sull'altare, la Madonna del Carmine nell'ultima cappella della navata destra e la Circoncisione nell'ultima cappella della navata sinistra . Di Padovano di Montorio e' la Madonna del Rosario datata 1572 in una cappella a destra dell'altare. L'interno, restaurato nel 1772, e' a tre navate divise da pilastri che reggono archi a tutto sesto. La navata centrale e' coperta da volta botte unghiata mentre le laterali - aventi sei cappelle per parte - da volte in crociera in stucco. Unico esempio in costiera e' rappresentato dall'innesto di una cupola direttamente sull'abside. Interessanti sono il pulpito ligneo con pitture rappresentanti S. Pietro e S. Paolo, e l'altare maggiore in maiolica settecentesca come il pavimento e dove sono raffigurati uccelli, fiori, volute e in un tondo S. Luca mentre dipinge. A destra della chiesa e' il campanile a tre piani di cui l'ultimo con monofore che con la sua pesante struttura sembra vigilare come una torre difensiva sullo intero villaggio.
    fonte: praiano

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  • Ravello - Villa Rufolo

    I Rufolo furono una delle famiglie più ricche e notabili di Ravello. Principi mercanti, si distinsero per le loro capacità indiscusse nel commercio e ricoprirono ruoli di prestigio nel clero; nel foro, nel governo e nelle finanze. Si suppone addirittura che Lorenzo Rufolo sia il Landolfo, le cui avventure sono riferite da Boccaccio nel Decamerone: vi è infatti uno stretto legame tra il racconto e gli eventi realmente accaduti. Lorenzo, un ricco mercante caduto in rovina, divenne un pirata, fu fatto prigioniero dai genovesi, fu gettato sulla spiaggia di Corfù aggrappato ad una cassa di gioielli e fu salvato da una donna, Lorenzo, dopo la prigionia, si ricongiunse alla madre Anna della Marra. In seguito, ritornò nelle grazie del re e fu ristabilito nei suoi incarichi ma il Principe Carlo obbligò le famiglie Rufolo e della Marra a cedere tanti dei loro averi che essi non riuscirono mai più a rimettersi economicamente. Nei confronti della famiglia Rufolo fu mossa un'accusa di cospirazione da parte di Carlo. Probabilmente fu uno stratagemma per diffamarli e privarli delle loro maggiori ricchezze. Il fatto stesso che i Rufolo rientrarono dopo così breve tempo nelle grazie del re, avvalora la tesi secondo cui l'accusa fosse un mero pretesto per confiscare le loro ricchezze. Nel XV secolo la famiglia aveva perso tutto il suo potere e Peregrino Rufolo, quattordicesimo vescovo di Ravello, parlò di se stesso come l'ultimo della sua stirpe.  Come tutte le famiglie nobili dell'epoca, anche i Rufolo fecero della costruzione di un palazzo il simbolo della propria ricchezza. Villa Rufolo fu costruita nell'XI secolo e fu all'apice del suo splendore durante il governo di Carlo I d'Angiò. Nella sontuosa dimora furono ospitati principi e re, compreso Vittorio Emanuele III. Dopo la decadenza dei Rufolo, la villa passò, per diritto di successione, alle famiglie Confalone e Muscettola e, poi, nelle mani dei nobili D'Afflitto di Scala nel XVIII secolo. Lo sforzo di questi ultimi per rendere il palazzo abitabile, tuttavia, causò la perdita di molti dei suoi elementi di valore: i soffitti originari furono sostituiti da altri in stile rococò, le mattonelle colorate delle finestre furono ricoperte da intonaco e parte del cortile moresco fu abbattuto per farvi delle cucine. I D'Afflitto si trasferirono poi a Napoli e abbandonarono il palazzo, tanto che, quando esso fu venduto nel 1851 al nobile scozzese Francis Nevile Reid, era completamente inagibile. Reid, uomo di grande cultura ed amante dell'arte, restaurò completamente il palazzo ed i suoi giardini, affidando i lavori a Michele Ruggiero, in seguito direttore degli scavi di Pompei.
    fonte: villarufolo

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  • Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, Napoli

    L'edificio religioso fu realizzato in epoca Angioina, ma numerosi interventi, soprattutto quelli seguiti a terremoti e incendi, ne hanno modificato l'aspetto originario. Particolarmente interessante fu l'intervento di Luigi Vanvitelli e del figlio Carlo alla fine del Settecento, rilevabili nella facciata e le colonne. All'interno troveremo cose interessanti, come le 44 colonne Corinzie che raccordano la navata alle cappelle laterali e le numerose opere d'arte.
    Via annunziata n.34
    Telefono: 081/207455
    orario:      07,30-12,00/16,30-19,30
    07,30 - 13,00 (festivo)
    fonte inaples

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  • Deredia. La Ruta de la Paz dal 23 giugno al 13 settembre 2009, Roma

    Palazzo delle Esposizioni presenta La Ruta de la Paz, un progetto ideato dallo scultore costaricano Jiménez Deredia, che prevede nove grandi complessi scultorei in altrettanti Paesi del continente americano: dal Canada alla Terra del Fuoco, passando per gli Stati Uniti, il Messico, lo Yucatan, il Costa Rica, la Colombia, il Perù ed il Cile. Lungo le Americhe si snoderà un ideale filo rosso, legame di popoli e leggende, miti e tradizioni, vita e simboli. Il progetto trae origine dalle sfere precolombiane in pietra, costruite dagli antichi indiani Boruca nel Costa Rica circa 2000 anni fa. La simbologia legata alla sfera descrive la trasmutazione della materia, e il cerchio l'essere alla ricerca di se stesso. Questi elementi indicano una concezione unitaria e globale dell'esistenza e dell'universo, e si richiamano a valori ancestrali insiti in ogni uomo. Deredia ha analizzato e reinterpretato un simbolo predominante in molte antiche culture precolombiane, creando una connessione tra gli elementi sferici di ognuno dei nove complessi scultorei e le principali costellazioni dei Paesi interessati, anche attraverso l'allineamento delle sfere con le stelle. Palazzo delle Esposizioni accoglierà i progetti architettonici, le sculture in formato ridotto e opere monumentali in bronzo appartenenti al gruppo delle Genesi, che costituiscono il fulcro delle nove installazioni della Ruta de la Paz nel continente americano; mentre nei Fori Imperiali, lungo la Via Sacra, saranno collocati 17 gruppi scultorei monumentali dell'artista costaricano. Il progetto coinvolgerà anche alcuni rilevanti spazi pubblici romani, le piazze Barberini e di San Lorenzo in Lucina, l'area antistante il Colosseo, il Parco della Musica. Sentiero di pace e unione tra il nord e il sud del mondo attraverso una successione di forme archetipiche riconducibili al principio cosmico della sfera, La Ruta de la Paz è assai più di una mostra; è piuttosto la sintesi, o il nucleo generatore di un progetto ambizioso, da portare a termine e distribuire in un arco spazio-temporale incomparabilmente estremamente più vasto, che solo e soltanto Roma, capitale universale ed eterna e incomparabile centro propulsore di valori condivisi di qualsivoglia segno (classici, cristiani, umanistici, simbolici), poteva e doveva tenere a battesimo. Cresciuto sulle suggestioni ancestrali dell'arte precoloniale, educatosi a Firenze sulla cultura della misura e dell'armonia rinascimentali, misuratosi con il più straordinario palinsesto figurativo della civiltà occidentale (la fabbrica di San Pietro, dove nel 2000 ha realizzato una monumentale scultura per una delle nicchie michelangiolesche dell'abside), Jiménez Deredia giunge a Palazzo delle Esposizioni dopo aver percorso un cammino geograficamente e culturalmente assai lungo, del tutto indipendente e contrapposto rispetto alle regole dello star-system del contemporaneo. All'esposizione presso il Palazzo è collegata la mostra Deredia. La Genesi e il Simbolo, al Foro Romano.
    fonte: palazzoesposizioni

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  • Tra eternità e storia - Bvlgari - 125 anni di gioielli italiani, 22 maggio - 13 settembre 2009, Roma

    La mostra che Palazzo delle Esposizioni dedica a Bulgari in occasione dei 125 anni dall'apertura del primo negozio romano (1884) si qualifica come un avvenimento estremamente significativo per le arti decorative italiane e in particolare per la storia del gioiello in quanto consente di ripercorrere l'evoluzione di questa arte in Europa attraverso la produzione di uno dei maggiori gioiellieri del mondo. Con gli oltre cinquecento oggetti presentati, creati tra il 1884 e il 2009, la mostra intende illustrare la nascita e l'affermazione di uno stile assolutamente inconfondibile e, al tempo stesso, celebrare la straordinaria qualità tecnica e creativa della celebre maison romana. Articolato in sezioni cronologiche e tematiche distribuite nelle otto gallerie monumentali del piano nobile, il percorso prende avvio dai manufatti in argento realizzati dal fondatore della casa, Sotirio Bulgari, argentiere greco stabilitosi a Roma nel 1881, e prosegue con una sezione dedicata agli splendidi gioielli montati in diamanti in stile Art Déco, che illustrano chiaramente il successo raggiunto dalla firma nel campo della gioielleria quando, negli anni trenta, la seconda generazione Bulgari, con Giorgio e Costantino, subentrò a Sotirio nella conduzione dell'azienda. A seguire, gli esempi più rappresentativi della produzione anni quaranta e cinquanta, ancora stilisticamente influenzata dalla gioielleria parigina molto in voga all'epoca, conducono il visitatore fino alla svolta creativa degli anni sessanta. Qui, gioielli caratterizzati da forme compatte e profili arrotondati, nonché dall'uso abbondante di pietre colorate in abbinamenti sorprendenti e inconsueti, rivelano la nascita di uno stile nuovo e inconfondibile che coincide con la gestione della terza generazione Bulgari, quella di Gianni, Nicola e Paolo. La produzione estremamente eclettica e originale degli anni settanta che spazia dai gioielli evocanti la tradizione indiana a quelli ispirati alla Pop Art, sfocia poi nell'innovativo e audace design dei decenni ottanta e novanta. La rotonda centrale di Palazzo delle Esposizioni, mèta finale del visitatore a conclusione del percorso, è dedicata interamente alle creazioni più preziose ed esclusive del nuovo millennio che testimoniano l'ininterrotto successo di casa Bulgari, giunta alla quarta generazione con Francesco Trapani. Qui, una collana in diamanti di incomparabile bellezza e di vertiginoso valore economico rappresenta la più spettacolare delle conclusioni possibili.
    La mostra dedica una particolare attenzione ad alcuni temi caratteristici dello stile Bulgari come le monete montate come pietre, il motivo a serpente, il cosiddetto Tubogas e il logo BVLGARI usato come elemento decorativo. Un'intera sezione è dedicata alla Dolce Vita e ai rapporti della casa con l'industria cinematografica italiana tra gli anni cinquanta e sessanta. I visitatori potranno ammirare per la prima volta i favolosi gioielli indossati dalle più grandi star del cinema, come Ingrid Bergman, Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Anna Magnani, e da altre celebrità, corredati da fotografie e frammenti di film. Un'intera sala, invece, è riservata alla straordinaria collezione Bulgari appartenente a Elizabeth Taylor: smeraldi e zaffiri di grandi dimensioni, fastosamente incorniciati da diamanti, caratterizzano i celeberrimi gioielli della love story con Richard Burton. Circa duecentocinquanta dei pezzi esposti appartengono alla Collezione Vintage Bulgari (collezione storica non in vendita) mentre i gioielli provenienti da collezioni private vengono qui esposti per la prima volta. Completa questa straordinaria rassegna un catalogo completo di 376 pagine, riccamente illustrato e disponibile in italiano, inglese e francese.
    fonte: palazzoesposizioni

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  • Cover, l'arte a 33 giri dal 3 luglio al 7 settembre 2009, Napoli

    Arte e musica sono due generi che spesso si ritrovano insieme dando luogo a sperimentazioni e opere di grande interesse. Dalla metà degli anni '50, infatti, i rapporti tra musica e arte si sono fatti sembre più intensi, per la grande diffusione che cominciavano ad avere i dischi in vinile. La busta che conteneva il disco cessava di essere un anonimo contenitore con il centro forato e il logo della casa discografica. Le nuove copertine erano chiuse e illustrate, con fotografie e disegni. L'esposizione vuole documentare il rapporto tra musica, arte, grafica e creatività, a cui si sono dedicati Andy Warhol, Mario Schifano, Keith haring, Jean Michel Basquiat, Guido Crepax, Milo Manara, Robert Mapplethorpe, Herbie Ritt e molti altri. Nostalgie novecentesche, quando la grafica partiva da una matita e alla musica si accompagnava il fruscio del vinile.
    fonte: in-campania

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  • Premio speciale MassenzioArte ai fotografi MArteLive dal 13 Luglio 2009 al 31 Luglio 2009, Roma

    L'edizione 2009 ha visto il palcoscenico dell'arte emergente in attività fino a luglio. Si è conclusa infatti lo scorso fine settimana la nona edizione del MArteLive, in una due giorni ricca di creatività con i finalisti selezionati nel corso dei mesi scorsi in tutta Italia. Mentre si procede alla conta dei voti per decretare i vincitori delle 16 sezioni, ecco che già è stato assegnato uno dei premi extra per la sezione Fotografia offerto dagli Spazi MassenzioArte.

    Martedì 21 luglio alle 19:00 verrà inaugurata la collettiva di quattro giovani fotografi che, nel corso di questa edizione, hanno saputo suscitare l'interesse di una delle galleria partner del festival. La scelta è caduta su SILVIA BENVENUTI, JACOPO QUARANTA, ANTONELLO PETRÓ e VERONICA GABRIELE in arte MORGAN

    SILVIA BENVENUTI espone LOOKING (FOR), serie di immagini fotografiche che nascono dalla lettura di un racconto di F. Durrenmatt "Il minotauro". La ricerca si muove all'interno di un confine predeterminato: uno spazio ristretto, due sole figure (un uomo e una donna), una specifica luce che cade su di un punto particolare. In un tempo di cui non si ha memoria, due esseri si muovono, cercano; talvolta, come animali, si nutrono della luce, talvolta l'ombra soltanto sembra dargli pace. Quando la luce li scopre si chiamano e iniziano a danzare la gioia di non essere più soli, danzano la curiosità, l'attrazione e la paura. Poi la luce se ne va e l'ombra torna a nasconderli.

    Ha il nome di una donna, NAOMI, il reportage ad opera di JACOPO QUARANTA. La storia è quella di due  occhi gialli, cambiamenti estremi di umore, pianti disperati e rabbia. Era la sua prima vicina di casa che a Londra gli ha detto "Hello" e ha voluto fotografarla. Ogni tanto riprendeva un monologo interiore che covava da anni, sugli stupri, sulla guerra e sulla famiglia che non la voleva più. Aveva una figlia di 6 anni, che le è stata portata via dal padre. Il 22 aprile 2008, Naomi muore e la storia finisce.

    Di taglio simile è E IL DELIRIO DIVENTA ECO... di VERONICA GABRIELE in arte MORGANA, un reportage fotografico sull'ex-ospedale psichiatrico della Marcigliana che offre alla visione un luogo meraviglioso, imponente e completamente abbandonato a se stesso, dal quale l'autrice ha cercato di cogliere i particolari più emozionanti e suggestivi.

    ANTONELLO PETRÓ presenta la serie EROS & TANATOS (MY MAGRITTE) in cui è messo in evidenzia il rapporto in genere, che può essere quello di una coppia, di un menage a trois o quello che si ha con se stessi. Una visione personale di Amore e Morte stretti fortemente tra loro. L'idea di nascondere completamente il volto – chiaramente di ispirazione magrittiana -  è intesa a non voler influenzare il fruitore con la mimica facciale, rendendo l'immagine più libera nella sua interpretazione.
    fonte: romacheap

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  • Giappone - Tradizione e innovazione dal 20 Luglio 2009 al 10 Settembre 2009, Roma

    La rassegna unisce per la prima volta, in un serrato confronto dialettico, le opere di cinque grandi artisti dell'Ukiyo-e, periodo d'oro della grafica nipponica tra XVII e XIX secolo, e sei illustratori contemporanei attentamente selezionati dall'Associazione Culturale Teatrio, da molti anni un punto di riferimento autorevole nel campo dell'illustrazione contemporanea. Con il termine Ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante) si intende la produzione artistica di pitture, stampe e libri illustrati rispondente al gusto dei cittadini borghesi di epoca Edo (1603- 1867). Le xilografie esposte, appartenenti alla prestigiosa collezione Contini, sono databili tra il 1803 e il 1860 circa, un momento altissimo dell'Ukiyo-e, ma in un certo senso anche il suo canto del cigno, perchè l'ambiente sociale a cui si rivolgeva era destinato ad una rapida scomparsa, mentre la modernizzazione, l'avvento della fotografia e le influenze occidentali avrebbero decretato il declino della xilografia. La mostra ne presenta un distillato degli stili, tipologie e tematiche principali attraverso alcuni dei suoi artisti più rappresentativi : Kitagawa Utamaro (1753-1806), Hasegawa Sadanobu (1809-1879), Utagawa Kunisada (1786-1865), Utagawa Kuniyoshi (1797-1861), Utagawa Hiroshige (1797-1858). Gli illustratori contemporanei presenti nella mostra sono invece Nakamura Hiroyuki di Tokyo, Tatsuro Kiuchi di Tokyo, Osamu Komatsu di Tokyo, Tomoko Matsumoto di Osaka, Yuko Shimizu di Tokyo e Keitaro Sugihara di Aichi, affiancati, nella sezione di artisti di manga contemporanei da Federica Di Meo (in arte Akachan), Alice Esculapi, Giusy Oliva (in arte Fanchan) e Mariapia Vannucchi.
    fonte: romacheap

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  • De Andrè canta De Andrè in 29 luglio 2009, Roma

    A dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De André, il figlio Cristiano, cantautore, compositore e strumentista, parte dal repertorio del padre per dare inizio a un viaggio personalissimo fra canzoni che hanno lasciato il segno nella storia della musica e della letteratura italiana. In "De André Canta De André" si ascolteranno i brani più celebri di Faber, riletti da un compagno di viaggio unico, oggi suo erede reale. A partire dal gennaio 1999 il lavoro culturale e popolare del grande cantautore genovese è stato progressivamente riscoperto, rivalutato, riproposto, apprezzato e definitivamente consacrato. Ultimo in ordine di tempo a cimentarsi con il suo repertorio, Cristiano De André, che non è solo figlio e figlio d'arte: diplomato al conservatorio, Cristiano salì sul palco al fianco di suo padre Fabrizio nel 1980, a diciotto anni; da allora ha proseguito a lavorare accanto a lui ma affrontando con successo anche la carriera solista. "De André canta De André" avrà un'anima rock e una più acustica e intimista. Cristiano mostrerà tutta la sua abilità di musicista polistrumentista suonando chitarra, bouzouki, violino, pianoforte e tastiere. Sarà accompagnato da quattro musicisti coordinati da Luciano Luisi, già arrangiatore di Zucchero e Ligabue. La regia dello spettacolo è curata da Pepi Morgia già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio.
    fonte: auditorium

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  • SportOpera Festival dal 6 ottobre al 11 ottobre 2009, Portici

    Il Festival "SportOpera" promuove in modo creativo il rapporto tra arte e sport. Nella cornice del, artisti ed atleti si incontrano per costruire occasioni di racconto verbale e fisico in grado di riscoprire lo scambio ispirato tra passione e tecnica. L'evento rientra nelle proposte culturali del "viaggio nella tradizione", percorso promosso dall"Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania.
    fonte: in-campania

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  • Engl - Auditorium Parco della Musica

    Designed by Renzo Piano, the new Auditorium Parco della Musica is a huge cultural hub located in Rome's Flaminio district. It features three concert halls and an open-air arena, each designed with different acoustic-enhancing characteristics to suit various music genres. Surrounded by a sea of vegetation that leads to the adjacent Villa Glori, the Auditorium Parco della Musica comprises the 2800-seat Santa Cecilia Hall, ideal for large orchestral and choral symphonic concerts, the 1200-seat Sinopoli Hall (named after the Italian composer and conductor who died in 2001) and the Petrassi Hall, which hosts contemporary music and theatre performances as well as cinema. But that's not all, the structure is also home to three studios, an archaeological museum, displaying findings that were recovered during excavation works, and the Cavea, the Auditorium Parco della Musica outdoor arena which can hold up to 3000. The Hanging Garden, a 38 square metre outdoor area is the ideal chill out zone after frenetic concert-going.  The venue also hosts dance performances, festivals, literary events and permanent and temporary art exhibitions, which take place in the newly built Auditorium Arte. Please visit the Auditorium Parco della Musica website for programme details.
    fonte: whatsonwhen

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  • Cultura, al MAV il Presente incontra il Passato, dal 25 luglio al 20 agosto 2009, Ercolano

    Per quasi un mese, dal 25 luglio al 20 agosto, sarà possibile visitare presso il Museo Archeologico Virtuale "HERCULANEUM ART. Il Presente incontra il Passato", mostra d'arte contemporanea che vede la partecipazione di 14 artisti. La manifestazione, patrocinata dall'amministrazione cittadina, è stata promossa dal professor Giovanni Cardone il quale spiega che "tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta avviene un processo inesorabile di perdita delle idee-forza che avevano tenuto insieme, quali pilastri portanti, molti luoghi comuni della cultura e dell'arte. Alle centralità ideologiche- culturali ed artistiche degli anni Sessanta subentra il frammmentismo e la dispersione degli anni Settanta". La crisi che ne deriva poggia su fattori esterni all'arte, quali i mutamenti socio-politici ed economici, ma anche interni al movimento artistico, causati "da un allentamento della riflessione analitica dell'opera d'arte su se stessa. Su questi presupposti, conclude Cardone, si basa Herculaneum Art, una mostra d'arte contemporanea che racconta il presente senza rinnegare le radici del passato."
    La mostra è visitabile dal Martedì al Giovedì con orario 10.00 – 19.00 e il Venerdì e Sabato dalle 10.00 alle 21.00.
    Le opere esposte sono di: Egle Adami- Pittrice, Loredana Arena- Pittrice, Maria Rosaria Antonucci- Pittrice, Alessandro Bottiglieri- Fumettista - Pittore, Angela Colantonio- Pittrice, Antonio Caso- Pittore, Gerardo Coto- Pittore, Rosario Garofalo - Pittore, Vincenzo Mazza- Fumettista- Pittore, Lidia Russo- Scultrice, Salvatore Seme- Pittore, Francesca Sorrentino- Pittrice, Mimmo Torrese- Fotografo, Raffaella Vitiello- Pittrice
    fonte comune.ercolano.na

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  • Gli Scavi di Ercolano

    L'identificazione ufficiale di Ercolano risale al 1709 e spetta ad Emanuele d'Elboeuf di Lorena. Questo principe, venuto a Napoli a seguito dell'esercito austriaco che aveva sconfitto gli spagnoli, fissò la sua residenza a Portici e fu proprio andando in cerca di marmo per la costruzione del suo palazzo che seppe che a Resina da pozzi scavati nel terreno venivano fuori marmo, statue ed altro. Così nel fare degli scavi ebbe la fortuna di imbattersi nel Teatro e ne ricavò molti marmi, colonne e statue. Gli scavi fatti dal Principe per circa cinque anni furono eseguiti con molta irregolarità e siccome le statue apparivano in quantità di gran lunga superiore al bisogno, il principe cominciò a metterle in commercio. Molti reperti furono dallo stesso donati e portati all'estero; alle prime scoperte seguirono le prime razzie ai danni di Ercolano. Con l'avvento di Carlo di Borbone ebbe termine la razzia e iniziarono scavi regolari. Lo scavo si praticò empiricamente per cunicoli e pozzi fino a creare una rete che misurava in lunghezza, da nord a sud, circa 600 metri e in larghezza da nord-est a sud-ovest, 450 metri. Fu così riconosciuto fin dove giungeva l'antico lido del mare, si completò l'esplorazione del Teatro, si raggiunse uno degli edifici pubblici, si rintracciarono più templi e infine si esplorò la favolosa Villa dei Papiri. La notizia della straordinaria scoperta di Ercolano corse attraverso tutta l'Europa; a dare pubblicità alla scoperta fu soprattutto il celebre archeologo tedesco Winckelmann, le sue notizie e le sue considerazioni estetiche influenzarono il mondo delle lettere, orientando lo stile e il costume dell'epoca verso quelle forme che da lui e dalla scoperta di Ercolano si dissero neo-classiche. Incominciarono così a calare all'ombra del Vesuvio i primi viaggiatori, avanguardia di quell'esercito che sempre più numeroso avrebbe invaso Ercolano nei secoli successivi. Attiravano i visitatori particolarmente il Teatro e la grandiosa Villa dei Papiri, il primo considerato il più insigne e meglio conservato monumento di Ercolano e la seconda ritenuta un'autentica miniera di opere d'arte. La Villa dei Papiri, dalla quale fu recuperato un favoloso tesoro di sculture e la biblioteca di papiri, è una villa sontuosa (si estende per più di 250 metri, parallelamente alla linea del litorale), ampia come una dimora imperiale; per il non comune gusto artistico e letterario del proprietario, era di per se un vero e proprio museo d'arte e una biblioteca di scritti scelti da un filosofo di gran moda: l'epicureo Filodemo. Fu il più grande avvenimento di cultura umanistica di quel secolo; tutto il mondo ne fu commosso e da quelle scoperte presero nuovo vigore gli studi dell'antico e tutto il vasto movimento culturale e scientifico intorno all'arte e alla civiltà del mondo antico. Gli scavi portarono alla luce una città cristallizzata nel tempo o, meglio, fissata per sempre come in una istantanea fotografica, nell'attimo in cui ferveva la vita. E questo appassionante, singolare romanzo dell'archeologia non è ancora completato: attendono di essere dissepolti non pochi edifici di eccezionale interesse.
    fonte comune.ercolano.na

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  • ARIANO FOLKFESTIVAL XIV EDIZIONE, 18-23 agosto 2009, Ariano Irpino (AV)

    Anche quest'anno ad Ariano Irpino un cartellone denso di musica dal mondo. Per la XIV Edizione concerti di: Vinicio Capossela, Dj Shantel, Lou Dalfin, Watcha Clan, Enrico Capuano, Caravan Passe e tanti altri. Sei giorni indimenticabili con campeggio e coinvolgenti iniziative collaterali.
    La migliore World Music all'Ariano Folkfestival - XIV Edizione!
    COMUNICATO STAMPA
    Le Associazioni Ariano Folkfestival e Red Sox
    In collaborazione con: Regione Campania - Provincia di Avellino - Città di Ariano Irpino
    sono liete di presentare: ARIANO FOLKFESTIVAL XIV EDIZIONE 18-23 agosto 2009
    ore 21.30 Folkstage - Piazza Piano Della Croce, Ariano Irpino (AV)
    Dal 18 al 23 agosto 2009 ad Ariano Irpino si svolgerà la XIV Edizione dell'Ariano Folkfestival! Anche quest'anno - dopo l'enorme successo dell'edizione 2008, con 40 mila presenze che vide il trionfo di nomi come Bandabardò, Balkan Beat Box e Dj Shantel - l'AFF conferma un cartellone frizzante e innovativo. Con un minuzioso lavoro di ricerca le Associazioni Ariano Folkfestival e Red Sox, continuano a dare rilievo internazionale alla rassegna, con nomi come Istitudo Mexicano del Sonido, Watcha Clan, Caravan Palace, Shazalakazoo, Deolinda, Caravan Passe, Enzo Del Re e Vinicio Capossela, con il gradito ritorno di Dj Shantel e di Lord Sassafras e tanti altri.  Storie, geografie, uomini e donne che rendono il pianeta meno rumoroso!
    Animeranno il  Folkstage - anche quest'anno in Piazza Piano della Croce - numerosi artisti provenienti da ogni parte del globo, in omaggio alla multiculturalità sempre presente ad Ariano. Un nuovo sguardo sulle tendenze della world music: i Balcani elettronici di Dj Shantel, il fado dei Deolinda, i suoni tzigani- rock dei Caravan Passe, le follie balkan di Robert Soko, una gigante miscela di elettronica, musica gypsy, chaabi, dub dei Watcha Clan, il dj-set glocal di Penny Metal, il Messico come non lo avete mai ascoltato dei Nortec Colletive, il GypsyJazz di Dario Pinelli, la Serbia eclettica dei Shazalakazoo, l'electro-swing dei Caravan Palace, il Mediterraneo di Enrico Capuano con Zulù e il "disimpegno folkloristico" dell'Instituto Mexicano del Sonido. L'ultima sera sarà un evento nell'evento, perchè sul palco ci saranno un monumento civile come Enzo Del Re con Vinicio Capossela e la Banda della Posta, che promettono qualcosa di inedito e prezioso. In chiusura la solar world music con il dj set di Lord Sassafras.
    L'organizzazione ha pensato a tutto e non possono mancare anche per la XIV Edizione dell'AFF le graditissime proposte extra-musicali, che rendono come sempre Ariano una cittadella musicale.
    Oltre all'area campeggio del Volkscamp, la distribuzione del Folkbullettino, il cineforum Cinezone, dancefloor post-concerti Sona!Zone (20, 21 e 22 agosto), l'esposizione di opere d'arte Folkart e la gita turistica Folkintour quest'anno è previsto anche lo spazio teatro, lo spazio poesia e l'area circense Circuszone.  Da iniziative collaterali le attività e le Zone diventano sempre più spina dorsale di sei giorni di puri stimoli che trovano nella città irpina un sano ritmo, ampia socialità, l'impegno, la creatività, l'arte e l'arte del divertimento.
    Programma AFF 2009:
    Martedì 18 Agosto: Dj Shantel (Germania; esibizione in Piazzetta S. Stefano)
    Mercoledì 19 Agosto: Deolinda (Portogallo; esibizione all'Auditorium Comunale), Caravan Passe (Francia), Robert Soko & Tagada Set (Germania/Francia)
    Giovedì 20 Agosto: Watcha Clan (Francia), Nortec Collective present: Bostich & Fussible(Messico), Penny Metal (Inghilterra)Venerdì 21 Agosto: Dario Pinelli Italian Trio (Italia), Caravan Palace (Francia), Shazalakazoo (Serbia)
    Sabato 22 Agosto: Enrico Capuano & Zulù (Italia), Lou Dalfin (Italia), Instituto Mexicano del Sonido (Messico)
    Domenica 23 Agosto: Enzo Del Re (Italia), Vinicio Capossela & Banda della Posta (Italia), Lord Sassafras (Spagna)
    Ingresso gratuito tutte le sere.
    Per il concerto del 23 agosto (Enzo Del Re/Vinicio Capossela/Lord Sassafras) l'accesso al Folkstage sarà possibile solo indossando l'ormai celebre ticket-shirt, che vale come biglietto, al costo di soli 15 Euro (10 Euro se prenotata online entro il 15 agosto).
    Anche quest'anno l'AFF ha puntato su una collaborazione con autorevoli testate mediapartners: Ziguline, Satoboy, Music Club, MondoMix, Regione Campania, NStreet, Mescalina, Radio Città, Musica Oltranza, Saltinaria, May Day News, Kult Underground.
    Tutte le informazioni sulla location, il campeggio, le iniziative collaterali, la ticket-shirt e quant'altro sono reperibili ai seguenti link:
    http://www.arianofolkfestival. it
    http://www.myspace. com/arianofolkfestival
    fonte comunicato stampa

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  • Il Corpo e l'Acqua, dal 22 luglio al 24 ottobre 2009, Roma

    In coincidenza con un importante evento sportivo come i campionati mondiali di nuoto Roma 09, questa straordinaria selezione di opere - che costituisce un autentico vanto delle biblioteche italiane - è tematizzata in modo da ripercorrere il cammino del nuoto "dall'arte allo sport", tra il Rinascimento e i primi del '900.
    orario: da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30 (possono variare, verificare sempre via telefono)
    biglietti: integrato con l'ingresso al Museo E.10, rid. Over 65 E.5; gratuito under 14 (accompagnati).
    vernissage: 22 luglio 2009. ore 17.30 per la stampa
    catalogo: Iride per il Terzo Millennio 160 pagine, 42,00 euro, prezzo in mostra 35,00
    curatori: Marco Arpino, Olga Colazingari
    note: Organizzazione della mostra: Iride per il Terzo Millennio s.r.l.
    genere: documentaria, fotografia, arte antica, arte moderna e contemporanea, collettiva
    email: artirm.uffstampa@arti.beniculturali.it
    web: www.progettoiride.it
    CASTEL SANT'ANGELO
    Lungotevere Castello 50 (00193)
    +39 066819111
    www.castelsantangelo.com
    fonte exibart

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  • New York Minute, Roma - dal 19 settembre al 19 ottobre 2009, Roma

    La mostra aprirà gli spazi del Mattatoio alla scena artistica contemporanea newyorkese, con oltre cento opere, installazioni, interventi di più di sessanta giovani artisti tra i quali Barry McGee, Rosson Crow e Nate Lowman.
    biglietti: ingresso libero
    vernissage: 19 settembre 2009.
    ufficio stampa: ZETEMA. curatori: Kathy Grayson
    autori: Rosson Crow, Nate Lowman, Barry McGee
    note: realizzata in collaborazione con la Fondazione DepART
    genere: arte contemporanea, collettiva
    MACRO FUTURE - EX MATTATOIO
    Piazza Orazio Giustiniani (00153)
    +39 06671070400
    macro@comune.roma.it www.macro.roma.museum
    fonte exibart

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  • Architecture is Art. It is a matter of Proportions, 17 settembre 2009, Roma

    Come arte visiva, la progettazione architettonica è apprezzata per la sua estetica artistica. Come pratica d'arte, è prontamente disponibile per l'utilizzo nella vita quotidiana. Siamo letteralmente circondati dalle creazioni artistiche di architetti, dall'esterno degli edifici fino al design degli ambienti interni. Dal momento che circonda il nostro vivere quotidiano, l'arte in architettura è talvolta dimenticata fino a quando non lo si fa notare esplicitamente. Il titolo di questa mostra è stato così ispirato, nella speranza di ristabilire l'eleganza ed illustrare le prospettive artistiche dell'architettura e dei suoi creatori
    vernissage: 17 settembre 2009. ore 19-22
    autori: Alper Gokhan Erdem, Pier Andrea Notari, Gönül Serefoglu
    genere: architettura, collettiva
    email: info@pierandreanotari.com
    EMMEOTTO, Via Margutta 8 (00187)
    +39 063216540 , +39 063217155 (fax)
    info@emmeotto.net www.emmeotto.net
    fonte exibart

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  • Flamenco Festival 2009 all'Auditorium di Roma, dal 10 al 20 settebre 2009, Roma

    Torna all'Auditorim Parco della Musica l'appuntamento con ¡FLAMENCO!, il Flamenco Festival di Roma, che si terrà dal 10 al 20 Settembre 2009. Saranno dieci giorni dedicati all'arte gitana in tutte le sue forme. Non solo danza ma anche dibattiti sulla tradizione gitana ed enogastronia. Un'occasione unica per conoscere le nuove tendenze di quest'arte sempre capace di rinnovarsi.
    fonte savethedate

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  • Ariano in Jazz - Festival di musica, letteratura e tradizione, 31 luglio, 1 e 2 agosto 2009, Ariano Irpino (AV)

    a cura dell'Associazione Vitamina Culturale
    Ariano in Jazz è un festival alla prima edizione, ideato e realizzato da altrettanto giovani promotori che con questo evento intendono coniugare la passione per la musica jazz al piacere della lettura e alla riscoperta delle tradizioni eno-gastronomiche, che contraddistinguono e caratterizzano il patrimonio culturale del proprio territorio di origine, l'Irpinia. L'evento usa lo strumento dell'intrattenimento artistico e culturale come precisa strategia per rivitalizzare luoghi, persone e tradizioni che per la loro ubicazione sono sempre sotto la continua minaccia dell'oblio e dell'abbandono. Al contrario, Ariano in Jazz, come altre importanti manifestazioni organizzate in Irpinia, rappresenta l'ennesima sfida di chi crede nelle potenzialità turistiche di un territorio, e facendo leva sulle proprie capacità organizzative e visione di lungo periodo vuole riuscire a posizionare queste aree come centri d'attrazione culturale capaci di intercettare la diffusa domanda di musica, arte, letteratura e tradizioni su scala regionale e nazionale.
    Il programma di Ariano in Jazz si articola in tre giornate. Ogni giorno verranno proposte attività diversificate e momenti di intrattenimento che offriranno al turista la possibilità di vivere le atmosfere del festival a partire dal primo pomeriggio proseguendo fino a notte fonda. Tutti i pomeriggi le strade del centro storico della città di Ariano verranno invase dalle note e dalle atmosfere della Brass Band "Salerno Street Parade". In apertura della tre giorni ad Ariano Irpino, si terrà un convegno sul tema "La cultura come punto di forza per la valorizzazione del territorio". Nei pomeriggi successivi sono previsti reading musicali all'interno dell'atrio di uno dei più bei palazzi storici della città, Palazzo Cozzo. Punta di diamante del corposo cartellone saranno i tre concerti jazz serali affidati a nomi di spicco della scena jazzistica nazionale. Stiamo parlando di band del calibro di Giovanni Amato Quartet, A.C.R. Trio, Alice Ricciardi Quartet, Luigi & Pasquale Grasso Quartet accompagnati dallo special guest Attilio Troiano.
    Importanti realtà della tradizione gastronomica e vitivinicola irpina verranno attivamente coinvolte nell'ambito della rassegna attraverso l'allestimento di punti di degustazione dove gli ospiti potranno scoprire ed apprezzare le eccellenze della tradizione eno-gastronomica locale. Le serate continueranno fino a notte
    tarda presso alcuni locali della città dove sarà possibile assistere a delle jam session d'eccezione che verranno magistralmente guidate dall'A.C.R. Trio.
    Programma dettagliato:
    venerdì 31 luglio: ore 17.30: Via d'Afflitto, spettacolo musicale a cura della Salerno Street Parade
    ore 18.30: sala del museo civico Palazzo Forte: convegno dal titolo: "La cultura come punto di forza per la valorizzazione del territorio". Interverranno al dibattito: il sindaco della città di Ariano dott. Antonio Mainiero, l'assessore alla cultura della città di ariano, il presidente della Camera di Commercio di Avellino, il jazzista Giovanni Amato, il Prof. Nicola Savino, Francesco Fodarella (direttore artistico dell'Ariano Folkfestival), il dott. Emerico Maria Mazza. Nello stesso tempo sarà presentato il libro: "Ariano storia e assetto urbano" di Cesare De Padua e Pasquale Giardino. moderatore: Antonio Romano.
    ore 20.00: Via Russo Anzani, degustazioni enogastronomiche a pagamento a cura del ristorante Pignata, dell'Associazione Mesali, Cantine Giardino s.r.l. , Associazione Arajani.
    ore 21:30: piazzetta Via Russo Anzani, concerto di musica jazz con: Giovanni Amato Quartet - suona Chet Baker - tributo a Chet Baker. Giovanni Amato tromba e flicorno. Alessandro Castiglione chitarra. Tommaso Scannapieco contrabbasso. Walter Ricci voce
    ore 00:00: donald café, jam session a cura di A.C.R. Trio. Antonio Imparato voce e tromba. Andrea Rea piano e organo Elio coppola batteria.
    sabato 1° agosto: ore 17.30, via d'Afflitto: spettacolo musicale a cura della Salerno Street Parade
    ore 18:30: atrio del Palazzo Cozzo, reading musicale "Lettura e Note"; libro: "La terra del blues" di Alan Lomax; musica: No more blue. Michelle Chiuchiolo: voce. Sandro Vernacchia: chitarra. Massimo Furio: armonica blues
    ore 20.00: Via Russo Anzani, nizieranno le degustazioni enogastronomiche a pagamento a cura del ristorante Pignata, dell'Associazione Mesali, Cantine Giardino s.r.l. , Associazione Arajani.
    ore 21:30: piazzetta Via Russo Anzani, concerto di musica jazz con: Alice Ricciardi Quartet. Alice Ricciardi: voce. Pietro Lussu: pianoforte. Vincenzo florio: contrabbasso. Andrea nunzi: batteria
    ore 00:00: donald café, jam session a cura di A.C.R. Trio Antonio Imparato voce e tromba. Andrea Rea piano e organo. Elio coppola batteria
    domenica 2 agosto: ore 17.30: via d'Afflitto, spettacolo musicale a cura della Salerno Street Parade
    ore 18:30: atrio del Palazzo Cozzo: reading musicale "Lettura e Note"; libro: AA.VV. "Racconti musicali" a cura di Carlo Boccadoro
    musica: Andrea Rea. Andrea Rea pianoforte
    ore 20.00: via Russo Anzani: inizieranno le degustazioni enogastronomiche a pagamento a cura del ristorante Pignata, dell'Associazione Mesali, Cantine Giardino s.r.l. , Associazione Arajani.
    ore 21:30, piazzetta Via Russo Anzani: concerto di musica jazz con: Luigi e Pasquale Grasso Quartet; special guest Attilio Troiano. Luigi Grasso: alto sax e tenore. Pasquale Grasso: chitarra. Attilio Troiano: tenore, clarinetto e trombone. Vincenzo Florio: contrabbasso. Marco Valeri: batteria.
    ore 00:00: donald café, jam session a cura di A.C.R. Trio. Antonio Imparato voce e tromba. Andrea Rea piano e organo. Elio coppola batteria
    Info e contatti: Lorenzo Fodarella lorenzofodarella@gmail.com
    cell. 33 91284158 myspace.com/arianoinjazz
    Organizzazione: Associazione Vitamina Culturale
    in collaborazione con: Associazione Mesali, Ristorante "La Pignata", Slow Food Baronia e Valle Ufita, Cantine Giardino s.r.l., Associazione Arajani
    Evento realizzato con il contributo di: Città di Ariano Irpino, Camera di Commercio di Avellino
    media partner ufficiale: ziguline.it
    immagine e comunicazione: remoteburo.com
    fonte comunicato stampa

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  • Hans Hartung, L'oeuvre ultime. 27 luglio - 18 ottobre 2009, Gaeta (LT)

    Un artista, un gallerista, una mostra stupenda. Ecco la trilogia che Gaeta celebra quest'estate esponendo alla ex Caserma Cosenz l'opera ultima di Hans Hartung. Una serie di grandi opere realizzate nel 1989, anno della scomparsa dell'artista. Dipinti nati da uno straordinario slancio vitale che esprimono una vera euforia negli ultimi mesi di una vita intensa dedicata all'arte.
    Testimone privilegiato di questa foga creatrice, l'amico di sempre, Antonio Sapone, nato a Gaeta e profondamente legato a questa città, dove ha studiato allIstituto Nautico prima di entrare in arte come si entra in religione. Con la volontà di servire e promuovere gli artisti autentici e generosi. Fu il primo ad esporre queste magnifiche tele a Nizza. E logico che prolunghi la loro vita presentandole oggi a Gaeta, nel momento stesso in cui si celebra il 20 anniversario della scomparsa di Hans Hartung. Un artista importante della nostra modernit la cui opera possente e innovatrice ha aperto la strada a generazioni di artisti.
    Un pittore esposto oggi nei musei più prestigiosi del mondo e di cui gli ultimi quadri, capolavori incontestati, arrivano qust'estate in riva al Mar Tirreno, a Gaeta
    Esposizione: 27 luglio - 18 ottobre 2009
    Orari apertura: 27 luglio - 13 settembre tutti i giorni dalle 18.00 alle 24.00
    sabato e domenica per gruppi e su prenotazione dalle 10.00 alle 12.30
    14 settembre - 18 ottobre dal lunedì al venerdì 17.00 / 22.00
    sabato e domenica 10.00 / 12.30 e 17.00 / 22.00
    Gratuito per bambini fino a 12 anni, diversamente abili, giornalisti con tesserino.
    Per informazioni: Segreteria organizzativa dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00 SINERGI-E
    327 8387453
    info@sinergi-e.it info@hartung-gaeta.org
    info: http://www.hartung-gaeta.org/
    ex Caserma Cosenz, via Annunziata, Gaeta
    fonte hartung-gaeta

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